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Orestea, la vendetta non finisce mai: il mito torna a ferire il presente

Carmelo Rifici porta in scena a Vicenza una tragedia fatta di violenza, colpa e potere, prima dell’approdo dell’intero progetto a Lugano nel gennaio 2027.

La violenza non appartiene soltanto a un passato remoto: è il filo che attraversa l’Orestea – Mythos, rilettura scenica firmata da Carmelo Rifici e presentata in anteprima al Teatro Olimpico di Vicenza il 18 e 19 settembre. Tra vendette familiari, guerre giustificate da ideali di facciata e un ordine sociale incapace di cancellare la barbarie, la tragedia di Eschilo torna a interrogare il presente.


La vendetta come unica legge

Il dramma prende avvio dal sacrificio di Ifigenia, uccisa dal padre Agamennone per ottenere dagli dèi il vento necessario alla spedizione contro Troia. Al suo ritorno, il sovrano viene assassinato da Clitemnestra, sostenuta dall’amante Egisto e guidata anche da un’antica catena di rancori e delitti.

La sequenza prosegue con Oreste, deciso insieme alla sorella Elettra a colpire la madre per vendicare la morte del padre. Rifici mette così in evidenza una comunità in cui ogni personaggio trova nella sopraffazione la presunta soluzione a un torto precedente. Il passaggio dalla vendetta al giudizio, centrale nel disegno del tragediografo greco, non coincide però con la scomparsa della violenza. Come osserva il regista: «La polis non elimina la barbarie, la trasforma. Il logos non risolve ma è contenimento della forza arcaica».


L’Olimpico diventa una trappola

La rappresentazione sembra costruita per abitare l’architettura palladiana senza imitarla. Archi, stucchi e prospettive vengono talvolta cancellati dall’oscurità, talvolta restituiti dalla luce; le statue, quando entrano in gioco le divinità, affiorano come presenze pallide e immobili. Lo spazio diventa così una rete di passaggi, ostacoli e fughe reali o immaginarie.

La scena ideata da Daniele Spanò rinuncia all’abbondanza: compaiono frammenti di statue, anfore destinate ai riti funebri, una tomba composta di pietre e illuminazione. Il coro indossa tuniche segnate dal sangue e maschere di tela bianca, mentre i costumi di Margherita Baldoni alternano essenzialmente il bianco e il nero. Boati sotterranei e momenti di canto accompagnano la partitura sonora di Federica Furlani e Zeno Gabaglio, completata dal disegno acustico di Andrea Gianessi.


Volti fragili dentro la strage

Il respiro degli attori sostiene il ritmo della scrittura: fiati spezzati o solenni, pause tese e parole pronunciate come se provenissero da una memoria antichissima. La traduzione di Riccardo Favaro asseconda una recitazione fondata sull’intreccio di gesto e voce, mantenendo costante la pressione emotiva.

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Valentina Picello offre a Clitemnestra una figura sensuale, feroce e attraversata da inquietudini; Monica Piseddu interpreta un’Elettra capace di unire vulnerabilità e determinazione, mentre Valeria Milillo restituisce a Cassandra il tormento delle sue visioni. Completano il gruppo femminile Giusi Merli, nel ruolo della nutrice, Anhai Traversi, Francesca Osso e Roberta Ricciardi.

Fausto Cabra è un Agamennone segnato dalle perdite e dalla rabbia, Alfonso De Vreese veste i panni di un Oreste attonito e riflessivo, Igor Horvat dà voce alle ragioni angosciate di Egisto e Stefano Iagulli interpreta l’officiante. Ne emerge un’umanità insieme sofferente e spietata, sospesa fino all’ultimo dentro una tensione che mantiene intatta la forza del testo.


Da Vicenza al progetto completo

L’appuntamento vicentino rappresenta la prima parte dell’allestimento. Dopo l’anteprima al Teatro Olimpico, l’intero progetto, dotato di apparati scenici appositamente realizzati, arriverà al Lac di Lugano dal 15 al 17 gennaio 2027.

Il percorso proseguirà quindi al Piccolo di Milano e al Vascello di Roma. Prima di questo sviluppo, il rapporto con la città di Vicenza era stato avviato il 13 settembre con Cinque cadute, ideato da Michele Mori: gli attori di Stivalaccio Teatro avevano portato episodi del mito nelle botteghe storiche del centro, coinvolgendo direttamente gli abitanti.

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