Gorizia, il festival che mette in discussione ogni confine
Dal 2 al 4 ottobre il centro di Gorizia ospita incontri su identità, tecnologia, geopolitica e trasformazioni culturali con otto protagonisti.
Il cuore storico di Gorizia diventerà parte del racconto di Frontiere Festival grazie a Crossroads, progetto che porterà il pubblico dentro negozi, cortili privati e luoghi normalmente chiusi alle visite. L’iniziativa accompagnerà gli incontri con un percorso immersivo tra memoria cittadina e spazi quotidiani.
A fare da guide simboliche saranno sette figure del Novecento goriziano: l’architetto Max Fabiani, l’attrice Nora Gregor, il giurista e autore Carlo Favetti, l’alpinista Henrik Tuma, il linguista Graziadio Isaia Ascoli, la giornalista Carolina Luzzatto Coen e il filosofo Carlo Michelstaedter. Il festival è promosso da Gruppo NEM Nordest Multimedia insieme a Editori Laterza e Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.
La città entra nel programma
L’appuntamento si svolgerà da venerdì 2 a domenica 4 ottobre e raccoglierà otto voci attorno ad altrettante coppie di temi: Cina e Stati Uniti, sionismo e diaspora, giovani e adulti, finito e infinito, maschile e femminile, bello e brutto, natura e artificio, Oriente e Occidente.
Il progetto nasce nel solco dell’esperienza di GO! 2025, quando Gorizia e Nova Gorica hanno condiviso il titolo di Capitale europea della Cultura. Il nuovo appuntamento amplia quella prospettiva, concentrandosi sulle divisioni e sulle connessioni che attraversano la società contemporanea.
Le domande al centro degli incontri
Il debutto, venerdì alle 17.30 al Teatro Verdi, sarà affidato a Giada Messetti. La sinologa esaminerà il rapporto tra Cina e Stati Uniti, soffermandosi su competizione, dipendenze reciproche e nuovi equilibri internazionali. Alle 21 Anna Foa affronterà invece il legame tra sionismo e diaspora, due esperienze decisive nella formazione dell’identità ebraica moderna, tra aspirazione a una patria, memoria, adattamento e resistenza.
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Sabato Matteo Lancini parlerà delle relazioni tra adolescenti e adulti, con attenzione alle fragilità giovanili e alle difficoltà educative. Alle 17.30 Paolo Ferri porterà il pubblico ai confini dell’universo, anche alla luce della sua esperienza nelle missioni dell’ESA Rosetta, Mars Express ed ExoMars. La giornata si chiuderà alle 21 con Vera Gheno, che analizzerà il modo in cui parole, pronomi e forme professionali influenzano identità, ruoli sociali e rapporti di potere.
Dall’estetica alle macchine pensanti
Il programma di domenica si aprirà alle 11 con Stefano Velotti. Il filosofo discuterà il rapporto tra bello e brutto, seguendo i cambiamenti del gusto e dello sguardo dall’arte del Novecento alle sperimentazioni più recenti. Alle 15 Maurizio Ferraris si concentrerà sulla distinzione tra intelligenza naturale e artificiale, interrogandosi su che cosa significhi pensare nell’epoca dei sistemi capaci di apprendere.
La conclusione, alle 17, spetterà ad Alessandro Vanoli, chiamato a rileggere il confine tra Oriente e Occidente non come una separazione rigida, ma come uno spazio segnato da scambi, contaminazioni e contrasti. Il cartellone completo è dedicato alla complessità delle frontiere culturali, politiche e tecnologiche del presente.
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