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Cultura 3 min di lettura1 ora fa

Firenze, il Campanile di Giotto cambia volto: lavori per 5 anni

Conclusa la struttura provvisoria alta 86 metri: il restauro procederà dalla sommità verso il basso, con oltre 7 milioni di euro investiti

Tre piccoli falchi pellegrini hanno potuto lasciare il nido prima dell’avvio completo dei lavori sul Campanile di Giotto. La presenza della femmina in cova ha infatti imposto una modifica al calendario di montaggio, così da proteggere la riproduzione degli uccelli che da anni abitano i monumenti del Duomo di Firenze.

Terminata questa fase, è stato completato il ponteggio destinato al restauro del monumento. La struttura raggiunge gli 86 metri, mentre il Campanile misura 89,20 metri fino alla sommità e 109 metri considerando la croce. Il cantiere, realizzato in poco più di quattro mesi, consentirà di intervenire procedendo dall’alto verso il basso e di mostrare gradualmente le superfici già recuperate.


Il cantiere ha rispettato i falchi

Per tutelare la nidificazione, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha lavorato insieme alla Lipu e a specialisti del settore. Prima di installare le strutture sono state fotografate e controllate tutte le 149 buche pontaie del Campanile, alla ricerca di eventuali nidi.

Il monitoraggio ha portato all’individuazione di una femmina intenta a covare in una cavità sul lato occidentale della parte più alta dell’edificio. Il programma dei lavori è stato quindi rivisto: la cova si è conclusa con la nascita di tre pulli, che hanno poi lasciato il nido una volta cresciuti.


Cinque anni per il restauro completo

L’intervento durerà circa 5 anni e richiederà una spesa superiore a 7 milioni di euro, sostenuta interamente dall’Opera di Santa Maria del Fiore. La supervisione è affidata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per Firenze, Prato e Pistoia.

Per la prima volta il Campanile sarà interessato da un recupero complessivo, dentro e fuori. Gli interventi documentati dal 1939 in poi avevano riguardato soltanto porzioni dell’edificio; oggi la necessità è resa urgente dal deterioramento dei rivestimenti in marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia, soprattutto sulle parti sporgenti della terrazza sommitale e sugli elementi decorativi.

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Una struttura progettata senza nascondere il monumento

Il progetto nasce dall’integrazione tra verifiche strutturali, strumenti di controllo e misure di sicurezza. Il ponteggio modulare in acciaio Layher è stato scelto perché può seguire le diverse geometrie e le sporgenze del Campanile, creando piani di lavoro adeguati alle esigenze dei restauratori.

«L’obiettivo è stato quello di realizzare un cantiere che non alterasse l’equilibrio statico del Campanile di Giotto e non ne nascondesse la bellezza», ha spiegato Samuele Caciagli, responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Opera e dei Lavori. Materiali e attrezzature, ha aggiunto, sono stati pensati per poter essere recuperati e impiegati in futuri cantieri.


Diagnosi prima delle operazioni

La fase iniziale servirà a raccogliere informazioni dettagliate sulle condizioni del monumento attraverso rilievi e analisi diagnostiche. I tecnici dovranno verificare la presenza di alterazioni cromatiche, depositi, incrostazioni e croste nere, oltre a esaminare le fessure e le possibili criticità strutturali.

«L’intervento di restauro è finalizzato alla conservazione e alla salvaguardia dell’integrità del monumento», ha affermato Beatrice Agostini, responsabile dell’Ufficio Restauri dell’Opera. Le tecniche saranno definite caso per caso, in base ai materiali presenti e al diverso stato di conservazione delle superfici.

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