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Cultura 3 min di lettura30 set

Il menu di D’Annunzio e i tesori di Barilla: viaggio a tavola

A Parma una selezione della raccolta storica di Academia Barilla ricostruisce epoche, personaggi e avvenimenti attraverso i menu serviti nelle occasioni più importanti.

Una dedica autografa di Gabriele D’Annunzio, lasciata su un menu della cena organizzata a Fiume nel 1919, è tra i pezzi più suggestivi che Barilla porterà a Parma. Il documento fa parte di una raccolta di oltre 5.000 esemplari, capace di trasformare le portate in testimonianze di storia, costume e cultura.

La selezione sarà visitabile dal 3 all’11 ottobre durante Mercanteinfiera Autunno, alle Fiere di Parma. All’interno delle mostre collaterali della manifestazione troverà spazio “Un mondo di menù”, esposizione curata da Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi per Garum, Biblioteca e Museo della Cucina & Menu Associati.


D’Annunzio tra i pezzi più rari

Il menu manoscritto e decorato ad acquerello della serata dedicata a D’Annunzio a Fiume nel 1919 occupa un posto di rilievo nella rassegna. Oltre alle indicazioni della cena, conserva infatti la firma del poeta e una sua dedica, aggiungendo al documento un valore personale oltre che storico.

La mostra riunisce anche materiali legati alla politica, alle corti europee, alle guerre e alle imprese sportive. Nella raccolta compaiono, tra gli altri, i menu preparati nel campo di prigionia di Therezin per l’1 maggio 1918, quelli collegati al Giro d’Italia e al Tour de France dei primi anni del Novecento e due documenti scritti a mano per la spedizione della “Stella Polare” verso il Polo Nord, guidata nel 1900 dal Duca degli Abruzzi.


Quando il menu diventa storia

L’uso moderno del menu si affermò nell’Ottocento con il servizio “alla russa”. Da allora questo tipo di documento non ha rappresentato soltanto l’elenco delle pietanze, ma ha registrato il contesto del banchetto, i vini, gli invitati, il luogo dell’evento e le scelte artistiche legate alla sua presentazione.

La collezione fu costruita dal conte Livio Cerini di Castegnate, Accademico della Cucina, insieme alla moglie Wilma. Il suo valore consiste anche nel mostrare che cosa venisse realmente portato in tavola, affiancando così i libri e i ricettari conservati nella Biblioteca Gastronomica.

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Dalle corti ai grandi eventi

Tra i documenti esposti figura il menu del matrimonio tra Tomaso di Savoia-Genova e la principessa Isabella di Baviera, celebrato a Monaco di Baviera il 15 aprile 1883. L’esemplare ha una forma cilindrica a losanghe, richiama i colori bavaresi ed è completato da un nastro tricolore e da decorazioni in bronzo.

Di particolare interesse è anche il menu datato 1 marzo 1848, tra i più antichi della raccolta. Fu realizzato per il pranzo “alla russa” organizzato dal Corpo Decurionale della Città di Torino per cinquanta persone, in occasione delle celebrazioni dedicate allo Statuto Albertino, proclamato ufficialmente tre giorni più tardi.


La raccolta firmata Academia Barilla

Il percorso comprende inoltre il menu di Casa Savoia del 1907, considerato il primo della Corte redatto in italiano, e quello della cena offerta nel 1937 da Galeazzo Ciano a Hermann Göring, nel quale compare anche la “Pizza alla napoletana”. La varietà dei materiali restituisce il passaggio tra epoche, ambienti e occasioni molto differenti.

Academia Barilla è nata nel 2004 a Parma, riconosciuta dall’Unesco come Città Creativa per la gastronomia. Il centro, dedicato alla promozione della cultura gastronomica italiana e con la pasta come principale ambasciatrice del gusto, riunisce chef, professionisti e appassionati; il suo nucleo culturale è la Biblioteca Gastronomica, dedicata all’evoluzione del gusto e della cucina.

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