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Cultura 3 min di lettura6 giorni fa

Castello Ursino, il castello che il vulcano ha portato lontano dal mare

La fortezza voluta da Federico II nacque sulla costa, ma la colata dell’Etna del 1669 ne ha cambiato per sempre la posizione e il ruolo nel paesaggio di Catania.

Un castello nato per dominare il mare oggi si trova nel cuore di Catania: è questo il paradosso che rende il Castello Ursino uno dei simboli più sorprendenti della città. La sua collocazione attuale, in piazza Federico di Svevia, racconta infatti una lunga vicenda in cui la natura ha riscritto la geografia urbana.


La lava che cambiò la costa

La svolta arrivò nel 1669, quando una colata dell’Etna raggiunse la fortezza. Il flusso lavico si divise in due rami, avvolse l’edificio e non lo cancellò, ma alterò in modo decisivo l’area circostante. Da quel momento il castello perse il rapporto diretto con il mare che ne aveva fatto un presidio strategico.

Prima di allora, la costruzione voluta da Federico II di Svevia nel XIII secolo aveva un preciso valore militare e simbolico. Doveva presidiare la costa e, insieme, rappresentare il potere imperiale in contrasto con quello della Chiesa, visibile nella vicina Cattedrale.


Secoli di uso e trasformazioni

La storia dell’edificio non si è fermata allo spostamento imposto dal vulcano. Nel 1239 il castello entrò nel sistema difensivo degli Hohenstaufen, poi passò sotto gli Aragonesi e dal 1283 fu legato anche alle assemblee del primo Parlamento Siciliano. Nel Cinquecento il viceré De Vega lo scelse come residenza, facendo aprire grandi finestre che attenuarono l’aspetto severo delle facciate.

Tra la fine del XVI secolo e il XVIII arrivò la fase carceraria, lasciando segni ancora leggibili sulle pareti del cortile e del Salone San Giorgio. Graffiti, iscrizioni e disegni di prigionieri testimoniano quel periodo, mentre il terremoto del 1693 distrusse semitorri e torrioni. In età napoleonica la struttura tornò a funzioni militari e rimase adibita a caserma fino ai primi anni del Novecento.


Dentro il castello, tra arte e memoria

Oggi il percorso di visita parte dall’esterno, dove il fossato e le mura rendono evidente l’effetto della colata del 1669. Alcune porzioni di lava sono state rimosse in seguito ai restauri, riportando alla luce parti delle antiche fortificazioni. Al centro del complesso si apre il cortile, cuore architettonico della fortezza.

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Le quattro ali originarie racchiudono ambienti rettangolari e sale quadrate, con volte a crociera e torri dalle forme particolari: fuori circolari, dentro ottagonali. Ogni torre porta con sé una funzione o un ricordo preciso, dalla Torre delle Bandiere alla Torre del Sale, fino alla Torre dei Magazzini, oggi collegata ai piani superiori da scala e ascensore, e alla Torre dei Martìri, segnata da feritoie e aperture per le artiglierie.

Tra gli spazi più noti ci sono il Salone San Giorgio, la Sala del Teatro e la Sala delle Scuderie. Nel primo restano le tracce della lunga stagione carceraria; nella seconda sono conservati reperti del teatro romano recuperati negli scavi del principe Biscari nel 1750; nella terza compaiono reperti romani e una volta ogivale alleggerita da anfore capovolte inserite nella copertura.

Il museo civico, ospitato nel castello dal 1934, riunisce poi raccolte nate da donazioni e lasciti. Ci sono la collezione Biscari, quella dei Padri Benedettini e la collezione Finocchiaro, con opere attribuite a Pietro Novelli, Matthias Stomer e Luis de Morales. Dall’alto, infine, lo sguardo abbraccia Catania e l’Etna: il vulcano che ha spostato idealmente il castello dal mare continua a far parte del suo racconto.


Come visitarlo oggi

Il Castello Ursino si trova nel centro storico di Catania, in piazza Federico II di Svevia. Da piazza Duomo si raggiunge a piedi in circa 12 minuti, mentre da Porta Uzeda servono poco più di 4 minuti. Anche il terminal di piazza Borsellino è molto vicino, a circa 4 minuti a piedi.

Prima di entrare conviene fare il giro esterno, soprattutto dal lato del fossato. È lì che la fortezza mostra meglio la sua doppia identità: costruzione medievale pensata per il mare e monumento urbano plasmato dalla lava.

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