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Cultura 2 min di lettura1 ora fa

Campiello 2026, vittoria al fotofinish: Fois dedica il premio a Murgia

Lo scrittore nuorese conquista il riconoscimento con “L’immensa distrazione”, superando di appena tre voti Alcide Pierantozzi

Marcello Fois ha vinto la 64ª edizione del Premio Campiello con “L’immensa distrazione”, imponendosi su Alcide Pierantozzi per soli tre voti. Lo scrittore sardo ha poi rivolto il riconoscimento alla memoria di Michela Murgia e ha riportato l’attenzione su Grazia Deledda, nel centenario del Nobel assegnato alla scrittrice nuorese.


Fois supera Pierantozzi di misura

Il romanzo pubblicato da Einaudi ha raccolto 83 preferenze tra i 282 votanti effettivi della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Pierantozzi, autore di “Lo sbilico”, si è fermato a 80 consensi, rendendo il confronto finale particolarmente equilibrato.

Alle loro spalle Elena Varvello, con “La vita sempre” edito da Guanda, ha ottenuto 54 voti. Valeria Parrella, autrice de “La ragazzina” per Feltrinelli, ne ha raccolti 33, mentre Ermanno Cavazzoni ha chiuso con 32 preferenze grazie a “Storia di un’amicizia”, pubblicato da Quodlibet.

La proclamazione si è tenuta al Palazzo della Mostra del Cinema, al Lido di Venezia, una sede scelta per la prima volta nella storia del premio. La giuria, formata da lettori di età, professioni e aree geografiche differenti, resta anonima per salvaguardare autonomia e trasparenza del verdetto.


Una saga familiare dentro il Novecento

Al centro de “L’immensa distrazione” c’è la famiglia Manfredini, originaria dell’Emilia. La sua parabola comincia da un piccolo mattatoio e arriva alla costruzione di una grande realtà industriale, seguendo l’ascesa economica e le tensioni che accompagnano il passaggio tra le generazioni.

Il protagonista Ettore Manfredini ripercorre la propria esistenza proprio nel giorno della morte, il 21 febbraio 2017. Nel viaggio della memoria riemergono l’infanzia povera, le leggi razziali, la guerra, l’Olocausto e i conflitti che segnano i rapporti tra la madre Elda, la moglie Marida, i figli e i nipoti.

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Fois intreccia vicende private e storia collettiva, raccontando una famiglia capace di unire durezza e umanità. Successo, potere, affetti e colpa diventano così parti di un’eredità complessa, sospesa tra i segreti del passato e il tema della morte.


La dedica a Michela Murgia

Dopo la proclamazione, Fois ha spiegato che lavorare al libro gli ha imposto una riflessione sul proprio percorso e sulla difficoltà della scrittura. Ha anche distinto il mestiere dello scrittore dalla semplice pubblicazione di un libro, esprimendo gratitudine per il mondo letterario.

Il momento più personale è arrivato con il ricordo di Michela Murgia, scomparsa tre anni fa e legata a Fois anche dalle origini sarde. «Voglio intanto ringraziare una persona che non c’è, ma per me c’è, che era una donna bellissima», ha detto lo scrittore, definendo l’amica resiliente e lontana da ogni risentimento.

Nel suo intervento Fois ha citato anche Grazia Deledda, nata a Nuoro come lui e ancora oggi l’unica donna italiana ad avere ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Ha ricordato inoltre l’impegno della scrittrice, candidata alle elezioni nel 1919, e ha sostenuto che la sua figura dovrebbe trovare maggiore spazio nella scuola, anche nelle tracce dell’esame di maturità.

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