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Cultura 1 min di lettura13 ore fa

Animali e sogni: la nuova sfida di Desmond Morris

L’ultimo lavoro dell’etologo esplora il ruolo delle creature fantastiche nell’immaginario surrealista, tra comportamenti, forme e significati nascosti.

Non sono soltanto presenze decorative: nel surrealismo gli animali diventano strumenti per osservare la realtà e deformarla attraverso l’immaginazione. Il nuovo progetto di Desmond Morris raccoglie questo universo in un bestiario popolato da creature legate all’arte e al sogno.


Tre chiavi per leggere il bestiario

La prima prospettiva è quella concreta, legata alle azioni che scandiscono l’esistenza animale. Volare, nuotare, strisciare, combattere, nutrirsi, nascondersi o fuggire offrono all’artista un repertorio di movimenti e situazioni riconoscibili, ma trasformabili in immagini inattese.

A questa dimensione si affianca quella visiva. Sagome, colori e motivi caratteristici possono essere isolati, combinati o alterati fino a produrre figure lontane dall’osservazione naturalistica. È proprio in questo passaggio che l’animale smette di essere soltanto un soggetto e diventa materia per la fantasia.

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Quando la natura diventa simbolo

Il terzo livello riguarda il significato. Nel linguaggio surrealista, una creatura può evocare impulsi, paure o desideri senza doverli rappresentare in modo diretto. Il suo comportamento e il suo aspetto diventano così segni aperti a più interpretazioni.

L’interesse di Morris nasce dall’incrocio tra lo sguardo dell’etologo e quello dell’osservatore dell’arte. La sua fattoria immaginaria non presenta quindi solo animali fantastici: mostra come gesti, forme e simboli possano fondersi in una visione surreale del mondo naturale.

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