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Cultura 1 min di lettura3 ore fa

807 volte Albertine: il ritratto di Anne Carson

La Nobel per la letteratura 2026 rilegge la figura di Albertine in un’opera ibrida, sospesa tra saggio, poesia in prosa e biografia letteraria.

Albertine è forse la presenza più rilevante della Recherche dopo il Narratore, ma il testo non scioglie del tutto questo interrogativo. Un dato, però, rende evidente il suo peso nell’opera di Marcel Proust: il personaggio compare 807 volte, più di qualsiasi altra figura.

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Il primato numerico di Albertine

Anne Carson richiama proprio questa frequenza in una delle sezioni iniziali di The Albertine Workout, volume pubblicato da Tlon. Il conteggio diventa così un punto di partenza per osservare la centralità di Albertine nel grande ciclo proustiano.

La sua presenza non viene presentata soltanto come una questione quantitativa. Attraverso quelle 807 apparizioni, Carson concentra l’attenzione su una protagonista legata alla dimensione della prigionia e sul modo in cui il Narratore la guarda, la ricostruisce e la trattiene nella memoria.

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Un libro senza una forma unica

Carson, poetessa insignita del Nobel per la letteratura nel 2026, ha composto l’opera nel 2014. The Albertine Workout sfugge a una definizione tradizionale: nasce come saggio, ma assume anche i tratti di un poema in prosa e di una biografia in versi dedicata al personaggio proustiano.

L’ibridazione formale è parte dell’originalità del progetto. Invece di proporre uno studio lineare sulla Recherche, Carson costruisce un testo eccentrico, capace di muoversi tra analisi letteraria e riscrittura poetica, con Albertine al centro del percorso.

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