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Cultura 2 min di lettura2 ore fa

Basquiat sfida Leonardo: la tela da 30 milioni rimasta invisibile per 20 anni

Il dipinto ispirato alle cinque teste grottesche di Leonardo sarà il pezzo più atteso della vendita serale di Christie’s a New York.

«Poche opere mostrano Basquiat confrontarsi così direttamente con il peso della storia dell’arte», ha osservato Ana Maria Celis, responsabile del dipartimento Arte del dopoguerra e contemporanea di Christie’s. Il giudizio accompagna l’annuncio della vendita di una delle tele più ambiziose dell’artista newyorchese.

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Basquiat mette in discussione la bellezza

Secondo Celis, l’opera trasferisce il motivo del grottesco nella New York degli anni Ottanta, trasformandolo in uno strumento per leggere contraddizioni, eccessi e tensioni della metropoli. Il dipinto non si limita quindi a citare un maestro del Rinascimento: interroga il modo in cui vengono stabiliti i confini tra armonia, deformità e mostruosità.

La rilettura assume ulteriore peso considerando la posizione di Basquiat, giovane artista afroamericano inserito in un ambiente culturale ancora fortemente segnato dalla predominanza bianca. Il richiamo alla tradizione occidentale diventa così anche un confronto con i meccanismi di esclusione, l’identità e il rapporto tra potere e rappresentazione nel clima sociale degli anni Ottanta.


Un tesoro nascosto torna sul mercato

A catalizzare l’attenzione sarà "Untitled (Leonardo and His Five Grotesque Heads)", tela di grandi dimensioni rimasta per più di due decenni all’interno di una raccolta privata e mai esposta al pubblico in questo periodo. Il dipinto misura circa 213 centimetri per lato e potrebbe raggiungere una valutazione di 30 milioni di dollari.

L’appuntamento è fissato per il 19 novembre a New York, durante la settimana autunnale delle vendite principali di Christie’s dedicate all’arte del XXI secolo. La tela è stata scelta come lotto di punta della Vendita serale del XXI secolo, uno degli appuntamenti centrali del calendario della casa d’aste.

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Il modello viene da Leonardo

Il riferimento di Basquiat è "Un uomo ingannato dagli zingari", disegno di Leonardo da Vinci realizzato intorno al 1493 e conservato nella collezione reale britannica. Il foglio, conosciuto in passato anche come "Cinque teste grottesche", presenta cinque volti maschili segnati da smorfie, sproporzioni e tratti volutamente esasperati.

L’immagine leonardesca appartiene alle ricerche più articolate del maestro sul grottesco, inteso come deviazione deliberata dalle forme regolari e dagli ideali classici di bellezza. È proprio questo nucleo visivo e concettuale a essere ripreso da Basquiat, che lo trasporta in un linguaggio distante cinque secoli.


Colori e parole sulla tela

L’artista ripropone i cinque soggetti all’interno di una composizione dominata dall’arancione brillante, attraversata da zone turchesi e blu scuro. La struttura ricorda una griglia irregolare, dove anatomie, fisionomie e appunti scritti si sovrappongono senza una separazione netta.

Tra le annotazioni si leggono riferimenti a «denti», «soprattutto narici» e «un gruppo di anziani». In basso a destra, su un’area rosa tenue, appare invece la formula «alter ego», elemento che riconduce il confronto con Leonardo alla dimensione personale dell’autore e alla sua riflessione sull’identità.

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