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Cronaca 2 min di lettura8 min fa

Zappia: Rapid organizza i percorsi per chi ha Alzheimer

Il documento di consenso propone percorsi legati alla stadiazione e una rete più ordinata per pazienti e caregiver

Il progetto Rapid punta a rendere più organica in Italia l’assistenza alle persone con Alzheimer. Mario Zappia, presidente della Società italiana di neurologia e docente di Neurologia all’Università di Catania, ha commentato così la pubblicazione del documento di consenso sulla rivista Neurological Sciences.

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Percorsi legati alla stadiazione

La proposta parte dalla classificazione dei pazienti in base alla fase della malattia. Distinguere tra deterioramento cognitivo lieve e fase iniziale dell’Alzheimer consentirebbe di indirizzare ogni persona verso i servizi più adatti, evitando una gestione affidata a interventi occasionali o non coordinati.

Secondo Zappia, «Rapid è una grande evoluzione dell’assistenza delle persone con Alzheimer in Italia», perché offre un’organizzazione più uniforme della presa in carico. Una maggiore chiarezza nei percorsi potrebbe migliorare le condizioni dei pazienti e alleggerire il carico sostenuto dai familiari e dagli assistenti.

Il documento è stato realizzato con il supporto di Eisai Italia e il coordinamento metodologico di Iqvia. La pubblicazione raccoglie gli indirizzi del progetto per una gestione più strutturata della condizione e per una distribuzione più precisa delle responsabilità tra i diversi servizi.

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Centri e responsabilità da definire

Un altro punto riguarda l’organizzazione degli accessi e il collegamento tra le strutture. Zappia richiama in particolare il ruolo dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, ai quali dovrebbe essere assegnato un compito chiaro all’interno della rete assistenziale.

La riorganizzazione dovrebbe stabilire quali prestazioni garantire, a quale servizio rivolgersi e chi debba intervenire nelle diverse fasi. Per il presidente della Società italiana di neurologia, una rete meglio coordinata permetterebbe di ridurre i passaggi inutili e di rendere più semplice l’orientamento di pazienti e famiglie.

Zappia ritiene inoltre che il riassetto non comporterebbe un impatto economico rilevante per il Sistema sanitario nazionale. «Basta semplicemente riorganizzarsi e capire chi deve fare che cosa», ha affermato, collegando l’eventuale riduzione dei costi a un uso più ordinato delle risorse già disponibili.

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