4.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di lettura28 set

Vaccini Covid, i numeri che smentiscono la lettura no-vax

La ripresa dell’aspettativa di vita nell’Est Europa ha una spiegazione demografica e non dimostra un vantaggio dei Paesi con meno vaccinati.

Una ricerca francese su oltre 27 milioni di persone tra 18 e 59 anni ridimensiona la lettura diffusa sui social: tra chi aveva ricevuto un vaccino a mRNA, la mortalità per tutte le cause è risultata più bassa del 25%. Nello stesso gruppo, il rischio di morte per Covid grave è stato inferiore del 74%.


I dati che smentiscono la lettura no-vax

La coorte è stata seguita dalla somministrazione della prima dose, nel maggio 2021, fino al maggio 2025. Lo studio, apparso su JAMA Network Open, ha considerato anche i decessi complessivi: un indicatore che comprenderebbe pure eventuali morti riconducibili ai vaccini non individuate o classificate diversamente.

Anche questo parametro, però, mostrava una differenza a favore delle persone immunizzate. Il dato non sostiene quindi l’idea secondo cui la vaccinazione avrebbe accorciato la vita media; al contrario, nel periodo osservato, chi era vaccinato presentava una mortalità complessiva più contenuta.

Un altro lavoro spesso utilizzato nella stessa narrazione è stato pubblicato nel 2024 su BMJ Public Health. Le sue conclusioni, interpretate come un possibile legame tra vaccini e aumento dei decessi durante la pandemia, furono contestate da diversi studiosi: Li Yang Hsu le giudicò «né ragionevoli né responsabili».

Nell’agosto 2026 l’editore ha poi ritirato l’articolo. La motivazione ufficiale è stata la circolazione di «disinformazione sui possibili motivi dell’eccesso di mortalità».


Il contesto ignorato nello screenshot

La tesi rilanciata online parte da un’immagine attribuita a Repubblica, con il titolo «Covid e mortalità, ecco cosa hanno scoperto i ricercatori». Il contenuto viene presentato come la prova che l’aspettativa di vita starebbe tornando a crescere soprattutto nei Paesi dove i non vaccinati sono più numerosi.

Il pezzo italiano riprende un’analisi non ancora pubblicata del Max-Planck-Institut für demografische Forschung di Rostock, realizzata con ricercatori delle università di Oxford e Cambridge e raccontata anche da Welt in un articolo firmato da Louis Polczynski. Né la ricerca né gli articoli che la descrivono confermano, tuttavia, la conclusione proposta dai gruppi no-vax.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

I numeri disponibili mostrano che il recupero non è uniforme. Alla fine del 2024, in Germania l’aspettativa di vita risultava ancora inferiore di quasi mezzo anno rispetto alle attese; lo scarto raggiungeva 0,59 anni in Francia e 1,08 nei Paesi Bassi.


Il paradosso dell’Europa orientale

Polonia, Bulgaria e Slovacchia, dove la copertura vaccinale è stata più bassa, hanno registrato in seguito un miglioramento più rapido. È questo il passaggio definito “paradossale” nei resoconti dello studio, ma isolato dal resto dell’analisi può condurre a una conclusione opposta a quella suggerita dai dati.

Durante l’inverno del 2021, infatti, nei tre Paesi l’aspettativa di vita aveva subito perdite fino a quattro anni. La crisi aveva colpito in modo massiccio persone anziane e fragili: in Bulgaria, secondo Jonas Schöley, alla fine del 2022 mancava circa il 3,4% degli over 65 che, in condizioni normali, sarebbe stato ancora vivo, pari a circa uno su trenta.


Perché la mortalità può poi diminuire

La demografia descrive questo meccanismo come “effetto raccolta” (Ernteeffekt). Quando una pandemia o un’altra emergenza provoca in breve tempo molti decessi tra le persone più vulnerabili, negli anni immediatamente successivi il numero degli individui fragili esposti al rischio di morte si riduce.

Ne consegue un calo temporaneo della mortalità e, di riflesso, una risalita dell’aspettativa di vita. Nei Paesi occidentali con maggiore copertura vaccinale, invece, una parte consistente di quella popolazione è sopravvissuta alla fase più dura della pandemia: il successivo invecchiamento e i decessi attesi mantengono più a lungo la distanza dai livelli precedenti al 2019.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere