San Giovanni Rotondo, meno pellegrini: 38 posti finiscono a rischio
Il calo delle presenze legate a padre Pio apre uno scontro sul personale della sacrestia, mentre le mansioni lasciate libere sono state affidate alle suore.
A San Giovanni Rotondo la diminuzione dei pellegrini legati a padre Pio si riflette anche sull’organizzazione della sacrestia. La conseguenza è una vertenza con i lavoratori, nella quale è stata prospettata la perdita del posto per 38 addetti.
La scelta arriva in un contesto segnato dalla riduzione delle presenze e coinvolge direttamente il personale impiegato nelle attività della sacrestia. Le posizioni che si renderanno disponibili, secondo quanto riferito, sono già state assegnate alle suore.
La vertenza scuote la sacrestia
Il ridimensionamento annunciato ha aperto un confronto duro con i dipendenti. La questione non riguarda soltanto il numero degli esuberi, ma anche il modello con cui vengono distribuiti i compiti all’interno della struttura di San Giovanni Rotondo.
A sostegno della decisione viene richiamata anche la condizione della comunità religiosa: i frati, viene spiegato, sono anziani e sostengono la propria attività grazie alla carità. Da qui la scelta di intervenire sull’organico, sintetizzata nella frase: “Licenziamo 38 addetti”.
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La Cgil teme un precedente
La procedura ha suscitato la reazione della Cgil, che considera la vicenda un possibile segnale destinato ad avere conseguenze più ampie. Il sindacato parla infatti di un “precedente pericoloso”, contestando l’impostazione adottata nella gestione dei posti di lavoro.
Il calo dei pellegrini resta il dato all’origine della crisi, ma il confronto si è ormai spostato sulle ricadute occupazionali. Da una parte c’è l’esigenza di ridurre il personale; dall’altra, i lavoratori devono fare i conti con la sostituzione delle posizioni vacanti attraverso l’assegnazione delle mansioni alle suore.
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