San Pio, la crisi dei pellegrini scuote il santuario: a rischio 38 posti
A San Giovanni Rotondo il calo delle presenze alimenta lo scontro tra i frati e gli addetti al culto, mentre la Cgil teme conseguenze per il lavoro.
Il santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo si trova al centro di una vertenza occupazionale: la riduzione dei pellegrini viene indicata come una delle ragioni alla base del possibile taglio di 38 addetti alla sacrestia. La decisione ha aperto un confronto acceso con i lavoratori e sollevato le critiche della Cgil.
Il nodo dei 38 posti
I frati che amministrano il santuario hanno incontrato i sacristi per affrontare il futuro degli impieghi. Secondo quanto emerso, le posizioni considerate non più necessarie sarebbero 38, in un contesto segnato dal calo dei visitatori.
Le mansioni rimaste vacanti, inoltre, sarebbero già state affidate alle suore. È questo uno degli elementi che alimentano la contestazione dei dipendenti, chiamati a confrontarsi con una possibile riorganizzazione del servizio.
La protesta dei lavoratori
La vertenza non riguarda soltanto i numeri. I lavoratori contestano infatti l’idea che la contrazione delle presenze possa tradursi direttamente nella cancellazione dei loro posti, mentre dal fronte del santuario viene ricordata anche la condizione dei religiosi.
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La posizione espressa dai frati è sintetizzata nell’osservazione secondo cui “i frati sono anziani e vivono di carità”. Sul caso, la Cgil ha parlato di un “precedente pericoloso”, temendo che la vicenda possa diventare un riferimento per altre situazioni analoghe.
Un ruolo nato nel 1970
La figura dell’addetto al culto ha una storia precisa. Nel 1970 Paolo VI ne riconobbe il ruolo, aprendo alla regolarizzazione e alla contrattualizzazione di chi svolgeva queste attività nelle strutture religiose.
A distanza di decenni, proprio quella funzione è ora coinvolta nella crisi del santuario pugliese. L’incontro tra la gestione affidata ai frati e gli addetti dovrà chiarire il destino dei 38 lavoratori, in una disputa che unisce la diminuzione dei pellegrini, l’organizzazione interna e la tutela dell’occupazione.
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