Ustica, 27 giugno 1980: il volo spezzato e 81 vittime
Alle 20.59 del 27 giugno 1980 il Dc9 Itavia scomparve durante il viaggio verso Palermo.
L’aereo era partito da Bologna e precipitò al largo di Ustica, causando la morte di tutte le 81 persone a bordo.
La tragedia si consumò in pochi istanti e le prime ricostruzioni si concentrarono sulle possibili cause dell’incidente. Tra le ipotesi iniziali venne indicato un problema tecnico legato alla struttura dell’aereo.
Una rotta interrotta sul mare
Il volo collegava Bologna e Palermo, ma non raggiunse la destinazione prevista. L’incidente avvenne in mare, nelle acque al largo di Ustica, il 27 giugno 1980.
Il bilancio fu immediatamente drammatico: le vittime furono 81. La precisione dell’orario, le 20.59, è rimasta uno degli elementi centrali nella cronologia della tragedia.
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L’ipotesi iniziale fu tecnica
Nelle prime notizie diffuse dopo la caduta del velivolo si parlò di un possibile cedimento strutturale. Si trattava della spiegazione formulata nelle fasi iniziali, mentre venivano raccolte le informazioni sull’accaduto.
Le comunicazioni dell’epoca restituirono così il quadro di un aereo precipitato durante la tratta per Palermo e di una tragedia con 81 morti. La ricostruzione delle prime ore partì da questi dati essenziali: l’orario, la rotta, il luogo dell’incidente e l’ipotesi di un guasto alla struttura.
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