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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Tre coltellate dopo la lite: misura per un 20enne a San Nicandro

La vittima, 28 anni, fu operata d’urgenza dopo le ferite al torace; le indagini hanno portato a una misura cautelare per tentato omicidio.

Un giovane di 28 anni ha rischiato la vita dopo essere stato colpito più volte con un coltello al termine di una lite. Per l’aggressione, avvenuta a San Nicandro Garganico nella notte del 21 giugno, è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari per un 20enne, accusato di tentato omicidio e porto ingiustificato di arma.

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La fuga interrotta dall’aggressione

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 20enne avrebbe estratto un coltello a serramanico da un marsupio e avrebbe sferrato almeno tre colpi contro l’altro giovane. Le ferite avrebbero raggiunto la zona toracica e quella scapolare, provocando lesioni considerate particolarmente gravi.

La vittima avrebbe cercato di mettersi al riparo, ma sarebbe stata inseguita dall’aggressore. Un ulteriore fendente alla schiena sarebbe stato evitato soltanto grazie all’intervento di alcune persone presenti, che avrebbero fermato l’azione.


Operazione d’urgenza dopo le coltellate

Dopo l’aggressione, il 28enne è stato accompagnato al presidio sanitario di San Nicandro Garganico. In seguito è stato trasferito all’ospedale di San Giovanni Rotondo, dove i medici hanno dovuto sottoporlo a un intervento chirurgico urgente a causa della gravità delle lesioni.

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Gli accertamenti clinici hanno rilevato anche traumi al torace che, senza cure rapide, avrebbero potuto mettere concretamente in pericolo la vita del giovane. Il ferito, dunque, ha riportato conseguenze tali da rendere necessario un trattamento immediato.


Le prove raccolte dai carabinieri

A sostenere l’ipotesi accusatoria sono stati, tra gli altri elementi, i filmati delle telecamere installate nella zona, le dichiarazioni della persona ferita e quelle di altri testimoni. I carabinieri della Stazione di San Nicandro Garganico hanno inoltre eseguito verifiche e acquisito la documentazione sanitaria.

L’insieme degli accertamenti ha portato a ritenere sussistenti gravi indizi nei confronti del 20enne. Il provvedimento è stato eseguito mentre il giovane si trovava già nel carcere di Larino, in provincia di Campobasso, per un’altra vicenda.

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