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Cronaca 1 min di lettura5 giorni fa

Telefonata al 112 sotto la lente: i punti che non tornano nel caso Lazri

La legale della famiglia del 45enne ucciso contesta la versione di Roberto Mollo: per la difesa emergono incongruenze che potranno essere chiarite da perizia balistica e autopsia.

La posizione della famiglia di Gjovalin Lazri si concentra ora su un passaggio preciso: la chiamata al 112 fatta da Roberto Mollo dopo gli spari nella cascina di Baldissero d'Alba, nel Cuneese. Per l'avvocata Roberta Sisimbro, che assiste i parenti del ladro morto durante il tentato furto, in quell'audio compaiono elementi che non coincidono.

«Se la procura dovesse cambiare l'imputazione e fare richiesta di archiviazione - preannuncia - valuteremmo la possibilità di opposizione, ma è prematuro parlarne». È la reazione della difesa della famiglia, che lega i prossimi sviluppi agli esiti degli accertamenti tecnici e medici. Nel frattempo l'autotrasportatore 35enne, denunciato a piede libero, resta indagato per omicidio volontario e tentato omicidio.


Le incongruenze emerse nella chiamata

Sisimbro sostiene che l'ascolto della telefonata sia stato utile proprio perché, a suo dire, nello stesso passaggio compaiono due ricostruzioni differenti sulla distanza dall'abitazione e sul comportamento delle persone che Mollo dice di aver temuto. Il nodo, secondo la legale, è che la versione fornita al telefono non sarebbe lineare.

La circostanza che il proprietario abbia parlato di ladri «nel cortile» alimenta, per la parte civile, interrogativi che non possono essere sciolti senza i riscontri scientifici. Da qui l'attesa per la consulenza balistica e per la relazione dell'autopsia, considerate decisive per verificare la dinamica dei colpi.

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Autopsia e balistica al centro del caso

I primi riscontri hanno indicato un solo proiettile, che avrebbe colpito Lazri al collo. La tesi della difesa di Mollo, fin dall'inizio, è stata che l'uomo non avesse l'intenzione di uccidere.

Proprio per questo, secondo Sisimbro, gli esiti dell'esame autoptico potrebbero incidere in modo rilevante sul quadro accusatorio. Se la procura dovesse rivedere l'imputazione e chiedere l'archiviazione, la famiglia del 45enne valuterà un'opposizione, anche se per ora la legale invita a non anticipare scenari.

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