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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

David Rossi, nuova consulenza: il suicidio «insostenibile

Gli esperti incaricati dalla Commissione d’inchiesta non rilevano, nei dati psicologici e medico-legali esaminati, elementi compatibili con un gesto suicidario.

La nuova consulenza depositata alla Commissione parlamentare d’inchiesta mette in discussione l’ipotesi del suicidio di David Rossi. Secondo gli esperti Robbi Manghi ed Edoardo Genovese, gli elementi raccolti finora non offrono basi scientifiche sufficienti per sostenere quella ricostruzione.

La valutazione arriva mentre sono in corso ulteriori verifiche sulla caduta dell’ex manager di Mps dalla sede di Rocca Salimbeni, avvenuta il 6 marzo 2013. Gli accertamenti tecnici dovranno contribuire a ricostruire la dinamica dell’episodio e gli ultimi momenti della vita di Rossi.


Nessun quadro psicologico suicidario

Nel loro esame, i consulenti hanno considerato anche i biglietti trovati nel cestino della scrivania, i fazzoletti e la posta elettronica inviata da Rossi il 4 marzo 2013, nella quale chiedeva aiuto. L’insieme di questi elementi viene associato a una condizione di forte apprensione, ma non a un disturbo psicologico tale da condurre necessariamente a un gesto autosoppressivo.

La relazione descrive una persona sottoposta a preoccupazione e timore, senza però individuare segnali di isolamento patologico o di sofferenza psichica compatibili con il suicidio. «L’assetto personologico, psicologico, relazionale ed emotivo di David Rossi antecedente il 6 marzo 2013 non evidenzia, allo stato, alcun elemento di sofferenza o ripiegamento psicopatologico idoneo a giustificare un atto con finalità autosoppressive», si legge nel documento illustrato agli esponenti parlamentari.


Anche i dati medico-legali sollevano dubbi

La consulenza prende in esame anche le lesioni riscontrate sul corpo dell’ex responsabile della comunicazione di Mps. Per Manghi e Genovese, gli elementi anatomopatologici e quelli relativi alle cause delle lesioni non mostrerebbero segni di condotte autolesive efficaci.

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La conclusione degli esperti è netta: «L’ipotesi di una morte per suicidio appare tecnicamente e scientificamente insostenibile e priva di riscontri oggettivamente cristallizzati». La relazione esclude inoltre che l’insieme delle lesioni presenti prima della morte possa essere ricondotto a una semplice casualità accidentale.


Nuovi rilievi sulla caduta

Le conclusioni sono state presentate mentre la Commissione parlamentare d’inchiesta porta avanti il nuovo ciclo di accertamenti. Al Foro Italico si sono svolte le operazioni peritali disposte con l’obiettivo di analizzare le modalità con cui Rossi è precipitato dalla finestra di Rocca Salimbeni.

Rilievi e analisi tecniche dovranno chiarire il percorso della caduta e verificare quali elementi possano aiutare a ricostruire la sequenza degli eventi. La morte risale al 6 marzo 2013, ma le circostanze dell’episodio restano al centro delle verifiche dell’organismo parlamentare.

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