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Cronaca 1 min di lettura15 ore fa

Ricina, il giallo resta aperto: controlli nello studio di Gianni di Vita

Gli investigatori della Squadra mobile di Campobasso hanno eseguito un accesso nell’ufficio del commercialista, vicino all’abitazione delle due vittime.

Il caso delle due donne morte dopo l’avvelenamento con la ricina torna al centro delle indagini a Pietracatella. La Squadra mobile di Campobasso ha infatti effettuato una perquisizione nello studio di Gianni di Vita, mentre il procedimento per duplice omicidio procede senza persone formalmente indagate.


L’ufficio vicino alla casa delle vittime

L’intervento ha riguardato il locale professionale del commercialista, situato proprio davanti all’abitazione in cui Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi furono colpite dalla sostanza tossica nei giorni vicini al Natale dello scorso dicembre.

A entrare nello studio sono stati gli agenti coordinati da Marco Graziano. Gianni di Vita è il padre e il marito delle due donne decedute: Sara era sua figlia, mentre Antonella era sua moglie.

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Fascicolo ancora senza indagati

La procura di Larino ha aperto un’inchiesta per duplice omicidio, ma allo stato attuale non risultano iscrizioni nel registro degli indagati. La perquisizione rappresenta quindi un passaggio investigativo disposto nell’ambito degli accertamenti, senza che dal fascicolo emerga al momento un destinatario formale dell’indagine.

Le due morti sono avvenute dopo l’esposizione alla ricina, elemento che ha portato gli inquirenti a concentrarsi sulla ricostruzione di quanto accaduto nell’abitazione e negli ambienti circostanti. Lo studio sottoposto a controllo si trova infatti nelle immediate vicinanze della casa coinvolta nel caso.

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