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Cronaca 2 min di lettura19 min fa

Taxi, la protesta prende forma: lunedì il presidio al ministero

Dopo la fine dei blocchi dei camionisti, tre associazioni annunciano una manifestazione a Roma e 27 sigle discutono a Firenze il possibile sciopero.

Il passaggio di consegne nella protesta contro il caro-carburanti è già iniziato: mentre i camion tornano a circolare nel Mezzogiorno, i tassisti preparano nuove mobilitazioni. Lunedì a Roma è previsto un presidio davanti al ministero dei Trasporti, mentre il giorno successivo a Firenze si riuniranno 27 organizzazioni per decidere le prossime iniziative.

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I tassisti preparano lo sciopero

A Roma, dalle 10 alle 13, scenderanno in piazza itTaxi, Uri e Unicoop. Alla protesta parteciperanno anche gli operatori del noleggio con conducente, una presenza insolita perché rappresentano una categoria concorrente rispetto ai taxi.

Il confronto potrebbe trasformarsi in una mobilitazione nazionale. Carlo Di Alessandro, esponente di Federtaxi Cisal, ha spiegato che «lo sciopero è un'opzione in campo, ed è quanto mai probabile». La decisione sarà valutata martedì 27 a Firenze, dove si incontreranno anche Uiltrasporti, Usb Taxi e altre sigle del settore.


Costi in salita, margini azzerati

Le associazioni chiedono al governo di estendere il “Gasolio Professionale”, cioè il regime agevolato sul carburante, e di istituire un sostegno straordinario per compensare l'aumento delle spese. Tra le richieste figura anche un piano di incentivi destinato al passaggio verso veicoli meno inquinanti.

Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, sostiene che la situazione abbia raggiunto un livello non più gestibile: «Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati». Le organizzazioni riunite a Firenze sollecitano inoltre aiuti economici e l'applicazione delle norme contro l'abusivismo, già previste ma non ancora operative.

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Rifornimenti, il ritorno sarà graduale

Nel frattempo i presidi degli autotrasportatori in Campania e Calabria sono stati smantellati nella notte tra giovedì e venerdì. La decisione è arrivata dopo lo stanziamento di 105 milioni di euro approvato giovedì dal Consiglio dei ministri. In precedenza, martedì 20, Matteo Salvini aveva indicato 480 milioni di aiuti immediati e ulteriori 590 milioni per il rinnovo dei mezzi.

I tir hanno così ripreso a distribuire merci e carburanti, ma nel Sud restano distributori senza scorte e scaffali vuoti. Michele Di Bari, prefetto di Napoli, ha avvertito che «probabilmente servirà ancora qualche giorno per un ritorno alla piena normalità». Secondo Federdistribuzione, potrebbero essere necessari almeno 5-7 giorni, mentre le perdite nelle Regioni interessate sono stimate in decine di milioni di euro.


Controlli e confronto ancora aperto

Durante i blocchi stradali sono state identificate 2.065 persone, come riferito dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Le denunce sono state 79 e le sanzioni 242, numeri che lasciano ancora aperto il confronto tra istituzioni e rappresentanti degli autotrasportatori.

Martedì 27 le associazioni dei camionisti incontreranno al ministero dei Trasporti il ministro Salvini per fare il punto sugli impegni assunti e sulla ripresa delle forniture. Il ritorno alla circolazione, dunque, non chiude la vertenza: alle rivendicazioni degli autotrasportatori si aggiungono ora quelle dei tassisti.

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