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Cronaca 2 min di lettura25 min fa

Tirreno, la scossa da 5.5 fa scattare i controlli: paura in Sicilia

Un’intensa sequenza sismica ha interessato il mare vicino alle Eolie: evacuati alcuni edifici a Palermo e sospese le lezioni pomeridiane all’università.

La priorità, dopo la forte scossa registrata nel basso Tirreno, è verificare la sicurezza degli edifici più esposti. In Sicilia non risultano danni, ma la magnitudo 5.5 ha spinto molte persone a lasciare abitazioni, scuole e uffici, soprattutto tra Palermo, Messina e le isole Eolie.

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Edifici svuotati tra Palermo e Messina

Nel capoluogo siciliano circa 300 studenti e insegnanti hanno lasciato la sede Giusino del liceo Margherita, raggiungendo la piazza davanti alla Cattedrale. L’edificio, nel centro storico lungo corso Vittorio Emanuele, ospita le sezioni del liceo delle scienze umane a indirizzo economico-sociale. Evacuati anche un istituto di Partanna Mondello e l’ex palazzo della Provincia.

L’università di Palermo ha invece interrotto le attività didattiche previste nel pomeriggio. Scuole e classi sono state temporaneamente sgomberate anche nel Messinese, mentre a Ustica il movimento tellurico è stato avvertito con particolare intensità. Nella costa settentrionale dell’isola, tuttavia, non sono state segnalate conseguenze sulle strutture.


Controlli e allerta sul rischio maremoto

La sequenza è cominciata alle 10.24 in mare, a nord delle Eolie, a una profondità stimata di circa 32 chilometri. Il primo evento aveva magnitudo 3.4; in seguito si sono susseguiti numerosi terremoti, almeno una ventina, fino al picco di 5.5, avvertito dall’arcipelago fino al Trapanese.

Salvatore Cocina, alla guida della Protezione civile regionale, ha riferito di avere chiesto ai Comuni di controllare gli edifici più vulnerabili e di mantenere sotto osservazione anche il litorale. La possibilità di un maremoto ha fatto scattare un’allerta precauzionale. Leonardo Santoro, già responsabile del Servizio sismico regionale, ha spiegato che, con una scossa di questa intensità, l’avviso resta valido per circa trenta minuti: un’onda, viaggiando a 300 km/h, avrebbe potuto raggiungere la costa in circa 20 minuti.

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Secondo Santoro, l’origine va cercata nel sistema di faglie del basso Tirreno. A Palermo il terremoto sarebbe stato avvertito meno intensamente per la distanza e la profondità dell’ipocentro; una scossa della stessa magnitudo nel 2002 provocò invece danni più seri perché il fenomeno si verificò più vicino alla città e a minore profondità.


Verifiche sulle strutture strategiche

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il presidente della Regione Renato Schifani hanno seguito l’evoluzione insieme alla Protezione civile siciliana. Le disposizioni hanno riguardato l’ispezione degli edifici, l’aggiornamento delle aree di accoglienza e l’adozione di cautele aggiuntive per le strutture considerate più fragili.

Tra gli immobili da esaminare rientrano scuole, ospedali, dighe e viadotti. Santoro ha inoltre richiamato la necessità di completare le valutazioni antisismiche: secondo i dati citati dall’esperto, non sono ancora state effettuate in metà degli invasi e nel 20% degli istituti scolastici. Particolare attenzione riguarda anche i condomini costruiti a Catania prima del 1981 e quelli edificati a Palermo prima del 1968, l’anno del terremoto del Belice.

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