Tassorelli: attività fisica e dieta possono ritardare l’Alzheimer
La segretaria della Sin richiama ricerca, sonno, controllo del peso e formazione dei cittadini sugli stili di vita
Cristina Tassorelli, segretaria della Società italiana di Neurologia, ha indicato nella prevenzione uno degli strumenti oggi disponibili per posticipare l’esordio dell’Alzheimer. La neurologa è intervenuta al 56° congresso della Sin, in corso a Firenze dal 24 al 27 ottobre 2026.
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La ricerca sui trattamenti
Per la malattia non esistono ancora cure in grado di arrestarne o invertirne il decorso. Alcune terapie stanno però offrendo risultati incoraggianti, anche se gli aspetti legati alla sicurezza richiedono ulteriori verifiche. Tassorelli ha spiegato che la ricerca procede nella direzione giusta, ma non ha ancora raggiunto risultati definitivi.
Secondo la neurologa, in attesa di nuove evidenze, è possibile intervenire sulla salute del cervello attraverso abitudini quotidiane. I neuroni non vengono prodotti nuovamente dopo la nascita, ma possono essere stimolati e sostenuti nel tempo. “La prevenzione può dilazionare l’esordio di una malattia di Alzheimer”, ha detto Tassorelli, precisando che l’ipotesi di evitarne completamente la comparsa non è ancora dimostrata dai dati disponibili.
Le abitudini utili al cervello
Tra i comportamenti indicati rientrano l’esercizio fisico, un’alimentazione varia con un adeguato apporto di vitamine, il mantenimento del peso e il controllo della pressione arteriosa. Anche dormire bene può contribuire alla tutela delle funzioni neurologiche. L’attività fisica, in particolare, favorisce la produzione di sostanze utili al nutrimento delle cellule nervose.
Tassorelli ha richiamato inoltre il possibile ruolo degli antiossidanti. Durante la produzione dei neurotrasmettitori, infatti, i neuroni possono generare radicali liberi potenzialmente dannosi. Una vita attiva, ha aggiunto, produce benefici anche per cuore, polmoni e apparato scheletrico, oltre a sostenere il benessere generale.
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La formazione dei cittadini
La Sin ha deciso di affiancare alla ricerca un’attività di informazione rivolta alla popolazione. L’obiettivo è spiegare come proteggere corpo e mente prima che emergano problemi di salute, superando un approccio concentrato soltanto sulle cause e sulle terapie della malattia.
Per questo è stata avviata una collaborazione con Fondazione Aletheia e Croce Rossa Italiana. La prima, legata a Coldiretti, mette a disposizione competenze sui temi dell’alimentazione e degli stili di vita; la seconda può raggiungere numerose comunità grazie alla presenza capillare sul territorio.
Il ruolo di Aletheia e Croce Rossa
L’intesa punta a trasformare il messaggio sulla salute: non soltanto ricorrere all’assistenza quando compare un disturbo, ma adottare prima comportamenti che aiutino a conservarla. “Vogliamo diffondere l’importanza degli stili di vita sani per mantenere in buona salute soprattutto il cervello e la mente”, ha spiegato Tassorelli.
Le iniziative di educazione saranno rivolte al maggior numero possibile di persone. La rete territoriale della Croce Rossa, insieme alle competenze della Fondazione Aletheia, dovrebbe consentire di portare la formazione in modo capillare, mentre la ricerca continuerà a verificare con dati certi l’efficacia delle strategie preventive.
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