Sisma, 738 pagine da esaminare: Crucianelli sceglie il silenzio
L’imprenditore maceratese resta in carcere e rinvia ogni spiegazione dopo aver consultato l’ordinanza; i legali valutano il ricorso al Riesame.
Le 738 pagine dell’ordinanza di custodia sono ora il primo ostacolo per Enrico Crucianelli. L’imprenditore edile maceratese di 50 anni, detenuto nell’ambito dell’indagine della Dda di Ancona sulla possibile presenza della criminalità organizzata nella ricostruzione dopo il terremoto, non ha risposto alla gip Sonia Piermartini durante l’interrogatorio di garanzia.
La decisione non viene presentata dalla difesa come una rinuncia a chiarire la vicenda. I suoi avvocati spiegano che Crucianelli, descritto come molto provato, sta cercando di ricostruire il quadro dell’inchiesta con “forza e determinazione”, ma prima vuole conoscere nel dettaglio gli atti contestati.
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Prima gli atti, poi le spiegazioni
A rappresentare l’imprenditore davanti alla giudice è stato Marcello De Santis, mentre Massimiliano Cofanelli ha partecipato in videocollegamento. I legali hanno scelto di attendere l’esame completo dell’ordinanza e della documentazione raccolta dagli investigatori prima di sottoporre il loro assistito a nuove domande.
Secondo quanto riferito dalla difesa, soltanto dopo questa verifica potrà essere valutata l’ipotesi di un successivo interrogatorio. Al momento, dunque, Crucianelli si è avvalso della facoltà di non rispondere senza entrare nel merito delle accuse contenute nel provvedimento cautelare.
L’azienda continua l’attività
Un altro punto sottolineato dagli avvocati riguarda la Crucianelli Rest Edile, società con sede a Tolentino, in provincia di Macerata. L’impresa, hanno precisato, “è operativa” e non risulta colpita da sequestri, né giudiziari né riguardanti le quote societarie.
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La difesa ha aggiunto che si sta lavorando per permettere alla società di proseguire il proprio lavoro e rispettare gli impegni già assunti con i clienti. La posizione dell’azienda, quindi, viene tenuta distinta dalla misura cautelare che riguarda l’imprenditore.
Riesame, la prossima iniziativa
I difensori stanno inoltre considerando la presentazione di un’istanza al tribunale del Riesame. L’obiettivo principale sarebbe ottenere la revoca della detenzione in carcere.
In alternativa, la richiesta potrebbe puntare a una misura cautelare meno severa. La scelta definitiva verrà presa dopo l’analisi dell’ordinanza e degli altri documenti dell’indagine.
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