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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Sisma nelle Marche, il silenzio di Pistarelli e la mossa della difesa

L’ex capo di gabinetto di Acquaroli non ha risposto alla gip e prepara una memoria mentre il legale annuncia il ricorso al Riesame

Sono 51 le persone indagate nell’inchiesta della Dda di Ancona sulla ricostruzione post sisma, con 17 imprese coinvolte e più di 50 perquisizioni eseguite in 13 province. L’operazione ha portato a otto arresti e interessa Marche, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria e Veneto.

Gli investigatori ipotizzano anche l’ingresso di aziende riconducibili a cosche di ‘ndrangheta e camorra nei lavori della ricostruzione. Tra i diversi filoni dell’indagine “Ricostruzione” figura inoltre l’accusa di appalti pubblici condizionati da un gruppo che avrebbe ottenuto denaro e altre utilità.

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Pistarelli sceglie il silenzio

Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, ha deciso di non rispondere alle domande della gip di Ancona Sonia Piermartini. L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel carcere di Montacuto, dove l’ex dirigente si trova detenuto in via cautelare.

Pistarelli, dimessosi nel dicembre 2025, starebbe preparando una memoria difensiva per ricostruire la propria versione dei fatti. La notizia è stata riferita dall’avvocato Gabriele Cofanelli dopo il colloquio con il suo assistito nella casa circondariale.

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La difesa prepara il ricorso

Il legale contesta la necessità della detenzione in carcere e sostiene che non esista un concreto rischio di alterazione delle prove. Per questo motivo, la difesa presenterà un’istanza al tribunale del Riesame contro la misura cautelare.

A Pistarelli viene contestata, in particolare, la partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Cofanelli ha precisato che nei confronti dell’ex capo di gabinetto non è stata formulata l’aggravante mafiosa e non viene ipotizzato lo spreco di risorse pubbliche.

Durante le perquisizioni sono stati acquisiti, tra gli altri elementi, un computer e alcune agende. Nello stesso procedimento è comparso in collegamento per l’interrogatorio di garanzia anche l’imprenditore Enrico Crucianelli, arrestato con accuse diverse nell’ambito della medesima indagine.

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