Ururi, il silenzio di una casa svela un dramma: l’ipotesi degli investigatori
Maria De Rosa e Gennarino Di Virgilio vivevano insieme da anni: le verifiche dovranno chiarire la dinamica delle due morti
A Ururi Maria De Rosa e il figlio Gennarino Di Virgilio conducevano un’esistenza appartata, conosciuta in paese per il forte legame tra i due. La donna aveva 91 anni, lui 60, e dopo la scomparsa del marito di Maria, avvenuta circa trent’anni fa, la loro vicinanza era diventata ancora più stretta.
Gennarino, chiamato Rino dagli abitanti, potrebbe essere stato sconvolto dalla morte della madre. Secondo la ricostruzione presa in considerazione dagli investigatori, dopo averla trovata senza vita avrebbe deciso di togliersi la vita.
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La dinamica resta da chiarire
L’ipotesi prevalente è che Maria sia deceduta per cause naturali mentre si trovava a letto. Il figlio, una volta accortosi della situazione e rimasto senza il principale punto di riferimento della sua vita, si sarebbe invece impiccato al piano superiore dell’abitazione.
Si tratta però di uno scenario ancora da verificare. Gli esami autoptici dovranno stabilire con certezza quando e come siano morti entrambi, mentre i rilievi effettuati nell’appartamento non hanno evidenziato, almeno nella fase iniziale, tracce di violenza o altri elementi riconducibili a un reato.
Il sopralluogo è durato ore
A far scattare l’allarme è stata l’assenza prolungata dei due. I vicini non li vedevano da diversi giorni, mentre l’automobile restava immobile nello stesso punto e dalla casa di via Marina, nel centro del paese, non arrivavano segnali. Dopo alcuni tentativi senza risposta, qualcuno ha avvertito i carabinieri.
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I vigili del fuoco hanno aperto l’ingresso consentendo l’accesso ai soccorritori. Maria è stata trovata nella sua stanza, mentre il corpo del figlio si trovava al piano superiore. Sul posto sono intervenute anche due ambulanze del 118, ma per entrambi non c’era più nulla da fare.
Indagini senza una svolta
La procura di Larino ha affidato gli accertamenti al magistrato di turno Cinzia Talamo. In un primo momento la posizione dei corpi aveva fatto pensare anche a un possibile omicidio-suicidio, ma il lavoro degli specialisti dell’Arma ha ridimensionato questa eventualità in assenza di segni evidenti di colluttazione o aggressione.
Gli investigatori hanno esaminato con attenzione i diversi ambienti dell’edificio per gran parte della giornata. Soltanto nel tardo pomeriggio le salme sono state consegnate agli operatori delle pompe funebri, mentre la notizia della tragedia si diffondeva tra gli abitanti di Ururi.
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