Youssef Siher, il 27 ottobre il passaggio decisivo: cosa rischia
Il presunto promotore del Movimento del 17 ottobre resta detenuto mentre la Procura contesta un piano con finalità eversive.
La prossima scadenza giudiziaria per Youssef Siher è fissata a martedì 27 ottobre, quando si terrà l’udienza dedicata alla convalida del fermo. Nel frattempo l’uomo rimane in carcere, al centro di un’inchiesta che ipotizza l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica.
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Il fermo arriva al vaglio del giudice
L’udienza dovrà esaminare la misura adottata nei confronti di Siher, indicato dagli investigatori come la presunta mente del Movimento del 17 ottobre. La permanenza in carcere prosegue quindi in attesa del passaggio davanti al giudice, previsto per il 27 ottobre.
Nel provvedimento, il pubblico ministero descrive l’esistenza di un piano che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe potuto tradursi in condotte criminali con obiettivi eversivi. Il magistrato parla di un «progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi, con finalità eversive».
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L’accusa coinvolge anche la moglie
La stessa contestazione riguarda anche la moglie di Siher, che svolge il lavoro di mediatrice culturale. Anche nei suoi confronti l’indagine prende in considerazione l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.
L’inchiesta si concentra dunque su entrambi i coniugi, mentre la posizione di Siher resta legata all’udienza di convalida. Sarà in quella sede che verrà valutata la legittimità del fermo disposto nell’ambito del procedimento.
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La donna, 32 anni e mediatrice interculturale, risulta coinvolta nella stessa inchiesta condotta sul marito per le proteste della scorsa settimana.
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