Torino, la protesta entra in facoltà: studenti verso il 30 ottobre
Oltre cinquanta universitari hanno contestato la cerimonia di apertura dell’anno accademico e la presenza di Maurizio Massari, lasciando poi l’ateneo dopo il blocco della polizia.
Un presidio di oltre cinquanta studenti si è trasformato in un corteo all’interno della Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino. La mobilitazione, iniziata davanti alla sede di corso Unione Sovietica, è stata fermata in un cortile interno da un cordone delle forze dell’ordine.
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Il corteo fermato nel cortile
Alla protesta hanno preso parte militanti di Cambiare Rotta, Studenti Indipendenti e Cua, il Collettivo universitario autonomo. Gli studenti hanno manifestato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, contestando anche la partecipazione di Maurizio Massari tra i relatori della cerimonia.
Massari, già rappresentante italiano all’Onu, è stato criticato dai manifestanti per le posizioni espresse nei confronti di Francesca Albanese. L’area universitaria era presidiata dalla polizia, con agenti in tenuta antisommossa, mentre dal megafono veniva ripetuto lo slogan: «Ci vogliono più aule, non più bombe».
Dopo circa un’ora, il gruppo ha lasciato il presidio esterno e ha attraversato i corridoi dell’ateneo, dirigendosi verso lo spazio tra il polo vecchio e quello nuovo. Raggiunto il cortile, gli universitari sono stati bloccati dagli agenti; il corteo è rimasto lì per una decina di minuti prima di uscire dalla sede.
Le accuse degli universitari
Nel corso della manifestazione, gli studenti hanno contestato la presenza della Digos negli spazi universitari e hanno denunciato un aumento della tensione attorno alle proteste. Hanno inoltre accusato le istituzioni di non dare risposte alle mobilitazioni e hanno richiamato gli episodi in cui, a loro dire, alcuni manifestanti sarebbero stati colpiti durante le iniziative pubbliche.
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Tra le ragioni della protesta sono state indicate anche le difficoltà quotidiane legate alla vita universitaria: secondo gli organizzatori, in alcuni casi le lezioni si svolgono ancora seduti per terra e gli affitti risultano difficili da sostenere. La manifestazione si è infine conclusa senza ulteriori iniziative all’interno della facoltà.
Nuova mobilitazione il 30 ottobre
Gli studenti hanno annunciato un nuovo appuntamento per il 30 ottobre, con l’obiettivo dichiarato di fermare le attività e riportare la protesta nelle piazze. Nel loro messaggio hanno citato l’esempio francese, dove le università vengono occupate o bloccate quando le richieste degli studenti, secondo i manifestanti, non ricevono ascolto.
Il presidio torinese non ha quindi prodotto ulteriori momenti di tensione dopo l’uscita del corteo dall’edificio. Resta invece confermata la convocazione della nuova giornata di mobilitazione, indicata dagli studenti come il prossimo passaggio della protesta.
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