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Cronaca 1 min di lettura7 min fa

Siher resta in cella: lunedì la decisione del giudice

Il ricercatore è accusato di istigazione a delinquere con aggravante terroristica; sotto esame anche il ruolo della moglie e i possibili contatti con una rete pro-Hamas.

Youssef Siher rimane detenuto in attesa dell'udienza di convalida del fermo, fissata per lunedì 26 ottobre. Il ricercatore trentenne è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica, mentre la procura sta valutando anche il coinvolgimento della moglie, mediatrice culturale, indagata per gli stessi reati.

Al centro dell'inchiesta c'è il presunto ruolo di Siher nel Movimento del 17 ottobre. Secondo l'accusa, avrebbe sfruttato gli episodi di devastazione e saccheggio avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre per aggregare migliaia di persone attraverso un gruppo Telegram.

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L'udienza deciderà la sorte di Siher

Il giudice dovrà stabilire se confermare il provvedimento restrittivo e la permanenza in carcere. Nel decreto di fermo, il pubblico ministero descrive l'esistenza di un «progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi, con finalità eversive».

La contestazione riguarda quindi non soltanto la creazione del gruppo di comunicazione, ma anche il presunto obiettivo perseguito dagli aderenti. La procura ritiene che l'iniziativa potesse contribuire a generare allarme e paura tra la popolazione.

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I possibili legami sotto esame

Gli investigatori milanesi stanno verificando eventuali collegamenti tra Siher e le persone arrestate nell'indagine della Direzione distrettuale antimafia sui presunti finanziamenti ad Hamas. In quel procedimento sarebbero emersi una rete di associazioni benefiche e contatti con hacker russi.

Il decreto sostiene che il ricercatore avrebbe «approfittato di quanto accaduto» nelle giornate di disordini in centro a Milano per dare forma al gruppo. L'ipotesi della procura è che quella piattaforma, composta da migliaia di utenti, potesse essere utilizzata per «ingenerare terrore nella popolazione» e sostenere un piano con finalità eversive.

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