Chi decide sulle mense? Gadda spinge per una regia nazionale
La vicepresidente della commissione Agricoltura richiama il valore pubblico della ristorazione collettiva e chiede un raccordo stabile tra le istituzioni.
Salute, educazione alimentare e sostenibilità dipendono anche dalle scelte compiute ogni giorno nelle mense. Per Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, il settore ha bisogno di un indirizzo comune tra le amministrazioni centrali.
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Il coordinamento oggi è frammentato
«Oggi sono delle competenze sparse in diversi ministeri, credo che una cabina di regia nazionale e ministeriale sia un passaggio fondamentale», ha affermato Gadda intervenendo al quarto appuntamento dedicato alla ristorazione collettiva, ospitato dal Cirfood District di Reggio Emilia.
Secondo la parlamentare, una maggiore integrazione delle competenze consentirebbe di valorizzare meglio gli effetti degli investimenti: non soltanto sul piano economico, ma anche per quanto riguarda la prevenzione, la formazione al consumo consapevole e la riduzione dell’impatto ambientale.
Mense, un servizio oltre il pasto
Il comparto, ha osservato Gadda, non può essere valutato esclusivamente come un’attività commerciale. «La ristorazione collettiva è un settore che unisce attività d'impresa e servizio pubblico essenziale, con un ruolo che va oltre la semplice fornitura di pasti», ha spiegato nel corso dell’incontro.
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Questa doppia dimensione emerge soprattutto nei servizi destinati alle scuole e agli ospedali. Da una parte operano aziende attive sul mercato, dall’altra viene garantita una funzione di interesse generale, sottoposta a requisiti sanitari stringenti e condizionata dalle procedure degli appalti pubblici.
Il nodo del massimo ribasso
Proprio il sistema degli affidamenti rappresenta una delle criticità segnalate dalla vicepresidente. Nelle gare, ha rilevato, si ricorre «sempre più spesso» al criterio del massimo ribasso, una dinamica che può incidere sulla qualità complessiva del servizio e sulla capacità di riconoscere il valore delle imprese più strutturate.
La richiesta di una regia nazionale nasce quindi dall’esigenza di tenere insieme salute, qualità dei pasti, sostenibilità e gestione amministrativa. Per Gadda, il settore deve essere considerato come una componente strategica dei servizi pubblici e non come una semplice fornitura accessoria.
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