Sinagra: ricerca e prevenzione riducono il rischio cardiovascolare
Il presidente della Società italiana di cardiologia indica i principali fattori modificabili e le richieste dei pazienti
Gianfranco Sinagra ha indicato nell’innovazione e nella ricerca gli strumenti per individuare più spesso il rischio cardiovascolare e intervenire sui fattori modificabili. Il presidente della Società italiana di cardiologia è intervenuto il 3 novembre a Milano, durante un incontro con la stampa organizzato da Novartis per il 30esimo anniversario dell’azienda.
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Le richieste dei pazienti
Secondo Sinagra, chi affronta una malattia chiede risultati verificabili sulla propria salute, non soltanto nuove conoscenze. Tra le aspettative ci sono una riduzione della disabilità, meno ricoveri e una diminuzione della mortalità legata alle patologie.
Il presidente della Sic ha inoltre richiamato la necessità di un’assistenza meglio collegata. I pazienti chiedono continuità tra ospedale e territorio, controlli sull’assunzione delle cure e una revisione delle terapie quando farmaci, dosaggi o combinazioni non rispondono più alle esigenze individuali.
I fattori da tenere sotto controllo
Nel campo della prevenzione cardiovascolare, ha spiegato Sinagra, l’obiettivo è riconoscere i diversi elementi che nel complesso motivano l’80% del rischio di sviluppare una patologia. Molti di questi possono essere influenzati attraverso la prevenzione e le scelte quotidiane.
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Tra le variabili indicate figurano i livelli di colesterolo, la pressione arteriosa, la glicemia, il peso corporeo e l’attività fisica. Anche la rinuncia al fumo, ha osservato il cardiologo, rappresenta un comportamento sul quale è possibile intervenire.
Ricerca e assistenza sanitaria
Per Sinagra, la ricerca permette di ampliare le conoscenze disponibili e di considerare in modo più completo i bisogni delle persone. «L’innovazione e la ricerca sono lo strumento per andare oltre le conoscenze attuali», ha affermato durante l’appuntamento milanese.
L’efficacia delle nuove soluzioni, ha aggiunto, deve essere valutata sulla capacità di incidere concretamente sugli eventi e sulle condizioni dei pazienti. Da qui l’esigenza di una rete organizzativa capace di seguire nel tempo le cure e di contrastare l’inerzia terapeutica.
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