Alcol, anche un bicchiere aumenta il rischio di tumore
Le evidenze riguardano sette forme di cancro e indicano un legame particolarmente rilevante con quello al seno
Il consumo di alcol è collegato a sette tipi di tumore, compreso quello della mammella, e il rischio può aumentare anche con quantità ridotte.
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Il rischio legato alle quantità
Una meta-analisi pubblicata ad aprile 2026 sulla rivista scientifica The Breast ha rilevato, per chi beve molto, una probabilità di sviluppare un tumore al seno superiore del 52% rispetto a chi non assume alcolici. Vino, birra e superalcolici incidono in modo analogo: il fattore determinante è la presenza di alcol, non il tipo di bevanda.
Anche l'età in cui si comincia a bere può avere un peso. Un'esposizione iniziata durante la giovinezza potrebbe agire su cellule mammarie non ancora completamente mature, aumentando ulteriormente il rischio.
Come l’alcol può danneggiare l’organismo
L’organismo trasforma l’etanolo in acetaldeide, una sostanza tossica capace di compromettere il Dna. I sistemi cellulari possono correggere alcuni danni, ma l’esposizione frequente e prolungata può renderne più difficile la riparazione. Secondo Anne McTiernan, internista ed epidemiologa del Fred Hutch Cancer Center di Seattle, «il nostro corpo è in grado di attivare meccanismi per riparare i danni al Dna, ma non riesce a rimediare se il danno è ampio e costante».
L’alcol è inoltre associato a una maggiore concentrazione di estrogeni nel sangue, probabilmente anche per l’attivazione dell’aromatasi, un enzima presente in vari tessuti. Questo meccanismo può favorire i tumori della mammella sensibili agli estrogeni, che rappresentano la forma più diffusa e quella con il rapporto più marcato con il consumo di alcol.
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I tumori associati al consumo
Le evidenze disponibili collegano l’alcol ai tumori del cavo orale, della gola, della laringe, dell’esofago, della mammella, del colon-retto e del fegato. Per il cancro al seno, McTiernan ha stimato che una porzione standard al giorno, equivalente all’incirca a un bicchiere di vino, possa aumentare nel lungo periodo il rischio di circa il 10%.
Nel 2019, circa il 16% dei casi di tumore mammario è stato attribuito al consumo di bevande alcoliche. La quota risulta più alta di quella, intorno al 10%, associata alle mutazioni ereditarie dei geni BRCA1 e BRCA2.
Le indicazioni degli esperti
McTiernan, tra le autrici principali di un rapporto del 2017, aveva già evidenziato l’assenza di una soglia di consumo completamente priva di rischi per il tumore al seno. Nel 2023 anche l’Oms ha indicato che non esiste una quantità di alcol sicura, mentre nel 2020 l’American Cancer Society ha smesso di raccomandare la moderazione e ha definito preferibile non bere.
In Italia Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche Mario Negri, ha richiamato più volte l’attenzione sul tema: «In Italia non si può dire ma il vino è cancerogeno». Carmen Calfa, oncologa del Sylvester Comprehensive Cancer Center dell’University of Miami Health System, ha osservato che molte donne conoscono i rischi legati alla familiarità, ma non sempre sono consapevoli del possibile ruolo dell’alcol. Ridurre il consumo o scegliere bevande analcoliche, ha aggiunto, rientra tra le azioni individuali possibili.
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