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Cronaca 1 min di lettura47 min fa

Paolo Petralia (Fiaso): la ricerca per tutti

A Milano il vicepresidente della Federazione delle aziende sanitarie chiede procedure condivise e una guida partecipata

La ricerca deve coinvolgere l’intero sistema sanitario e diventare un bene comune. Lo ha sostenuto Paolo Petralia, vicepresidente della Fiaso e direttore generale dell’Aoui di Verona, durante l’incontro organizzato a Milano per i 30 anni di Novartis.

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Organizzazione e tempi certi

Secondo Petralia, l’innovazione richiede un lavoro coordinato e capace di rispondere in modo concreto ai bisogni della sanità. Per questo le organizzazioni devono operare con procedure uniformi, scadenze definite e un coinvolgimento ordinato di tutti i soggetti interessati.

Il dirigente ha spiegato che la ricerca non può essere considerata soltanto un’attività tecnica o amministrativa. Servono invece strutture in grado di mettere in relazione competenze e responsabilità diverse, così da accompagnare con maggiore efficacia il percorso che porta dagli studi ai risultati.


Una leadership condivisa

Nel suo intervento, Petralia ha invitato ogni professionista a partecipare al lavoro comune assumendo il proprio ruolo. La collaborazione, ha osservato, permette di rendere i risultati della ricerca un’opportunità di crescita collettiva: «La ricerca diventerà patrimonio di tutti».

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A suo giudizio, la direzione strategica deve partire dal coinvolgimento personale di chi guida. La leadership, ha aggiunto, deve spiegare le ragioni delle scelte e mettere a disposizione gli strumenti necessari affinché le persone possano agire nella stessa direzione.


L’anniversario di Novartis

L’appuntamento milanese ha celebrato tre decenni di attività di Novartis. L’incontro ha richiamato anche i 250 anni di innovazione scientifica sui quali l’azienda farmaceutica fonda la propria storia.

Il tema della ricerca è stato quindi collegato alla capacità delle istituzioni sanitarie, dei professionisti e delle imprese di lavorare con obiettivi condivisi. Per Petralia, questa partecipazione deve tradursi in un’organizzazione coesa, capace di trasformare l’innovazione in risultati accessibili all’intera comunità.

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