Meteo su Roma.

Cronaca 1 min di lettura56 min fa

Bibbiano, don Goccini lascia il corpo alla ricerca

Il parroco reggiano, nato con una malformazione genetica, firmerà il consenso previsto dalla legge del 2020

Don Giordano Goccini, parroco di Bibbiano nel Reggiano, ha scelto di destinare il proprio corpo alla ricerca scientifica dopo la morte. Il sacerdote, che ha 56 anni, firmerà il consenso richiesto dalla legge 10 del 10 febbraio 2020.

Offerta del giorno3 novembre

Tiqets

-6% sui musei da Tiqets

Scade tra 789 giorni
**********


La decisione del parroco

La normativa consente di mettere organi e tessuti a disposizione degli studi scientifici, secondo le procedure previste. Goccini ha spiegato di considerare questa possibilità coerente con la propria esperienza personale e con il valore attribuito alla medicina.

Il sacerdote è nato con una grave malformazione genetica e ha raccontato di aver potuto condurre una vita relativamente lunga e positiva grazie ai progressi sanitari. «La ricerca va sostenuta», ha detto al Resto del Carlino, motivando così la scelta di sottoscrivere il consenso.


Il rapporto con la fede

Goccini ha precisato che, sul tema, non esiste al momento una posizione ufficiale della Chiesa. A suo giudizio, però, i cristiani non dovrebbero limitarsi a esprimere divieti quando si affrontano questioni legate alla coscienza, alla salute e alle decisioni sul fine vita.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il parroco ha quindi richiamato la necessità di un confronto aperto, senza abbandonare i principi religiosi. La sua decisione, ha aggiunto, nasce dalla convinzione che la solidarietà verso gli altri possa proseguire anche attraverso il contributo offerto alla scienza.


L’ultimo dono all’umanità

Per Goccini, il corpo non va considerato come semplice materia, ma come parte della persona e della sua storia. Per questo ha definito la donazione dopo la morte un gesto consapevole, destinato ad aiutare ulteriori conoscenze mediche.

«Sarà il mio ultimo abbraccio all’umanità», ha dichiarato il sacerdote. Ha inoltre osservato che, nell’ultimo secolo, la medicina ha contribuito ad allungare la vita di circa trent’anni: un risultato che, secondo lui, merita di essere sostenuto con un’ultima offerta personale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere