Sempio, la vita oltre il caso Garlasco: «Sogno una famiglia»
L’indagato per la morte di Chiara Poggi racconta paure, solitudine e il timore che il processo continui a condizionare ogni rapporto personale
La vicenda giudiziaria legata a Garlasco pesa anche sulla possibilità di Andrea Sempio di immaginare una vita normale. Il 38enne, per il quale la Procura di Pavia si prepara a chiedere il processo per l’omicidio di Chiara Poggi, ha raccontato di non riuscire oggi a pensare a una relazione e di temere il giudizio delle persone anche nel caso di un proscioglimento.
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Il futuro resta difficile da immaginare
Parlando a “Dentro la notizia” su Canale 5, Sempio ha spiegato che tra i suoi desideri c’è quello di costruire una famiglia. Il percorso, però, gli appare ancora lontano: «Al momento non riesco neanche a immaginarmi ad avere una frequentazione», ha detto, riferendosi alle conseguenze che l’inchiesta potrebbe continuare ad avere sulla sua vita privata.
Secondo l’indagato, anche un eventuale esito favorevole del procedimento non cancellerebbe del tutto il sospetto pubblico. Una parte delle persone, ha osservato, potrebbe comunque identificarlo come l’assassino che è riuscito a evitare una condanna, rendendo complicato avviare nuovi rapporti.
I diari e la paura delle perquisizioni
Sempio ha inoltre spiegato di aver smesso di scrivere diari. Alcuni suoi appunti, acquisiti durante la nuova indagine sul delitto di Garlasco, sono infatti entrati nella valutazione degli inquirenti come elementi ritenuti accusatori nei suoi confronti.
La decisione sarebbe legata soprattutto al timore di nuove perquisizioni, dopo quelle già eseguite. «Al momento no, anche per paura», ha dichiarato, aggiungendo di temere che gli investigatori possano tornare nella sua abitazione.
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La difesa chiede nuove intercettazioni
Sul fronte giudiziario, i legali di Sempio hanno presentato un’istanza per ottenere il reinserimento nel fascicolo di 81 intercettazioni che la Procura aveva giudicato prive di rilievo. L’avvocata Angela Taccia si è recata nuovamente al Palazzo di Giustizia di Pavia per esaminare i contenuti delle conversazioni.
Per Taccia e Liborio Cataliotti, quei materiali potrebbero aiutare a interpretare correttamente i soliloqui dell’indagato. Cataliotti ha chiarito che si tratterebbe di discorsi pronunciati da Sempio dopo l’ascolto di alcuni podcast o la visione di programmi televisivi, e non di conversazioni rivolte ad altre persone.
L’impronta e il timore del processo
Durante l’intervista è tornato anche il tema dell’impronta di scarpa considerata dagli investigatori. Sempio ha sostenuto che la sua misura, già a 17 o 18 anni, era la 44 e che il segno analizzato non corrisponderebbe a quella numerazione; a suo giudizio potrebbe essere persino inferiore alla 42.
L’eventualità di affrontare l’udienza, ha aggiunto, gli provocherebbe una notte insonne. Il 38enne ha distinto però l’ansia per il processo dal peso sulla coscienza, che ha negato di sentire, mentre ha ammesso di convivere con la paura di essere arrestato fin dall’inizio della vicenda.
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