Milano, il lusso si blinda: negozi chiusi e danni già oltre il milione
Le vetrine di via Montenapoleone restano al riparo dopo gli scontri: commercianti e operatori turistici temono conseguenze anche sulle prenotazioni.
Via Montenapoleone, cuore milanese dello shopping di alta gamma, si è presentata con molte saracinesche abbassate. Una scelta precauzionale maturata dopo un fine settimana segnato da scontri, vetrine infrante e attività saccheggiate in diverse zone della città. Il primo bilancio dei danni ha già superato il milione di euro.
La scena ha sorpreso soprattutto i visitatori stranieri, arrivati aspettandosi di trovare aperti i negozi delle grandi firme. Di fronte al timore di nuove devastazioni, i commercianti hanno preferito sospendere l’attività e proteggere i locali, evitando che anche via Montenapoleone finisse nell’elenco delle attività colpite.
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La paura frena anche il turismo
Secondo Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, gli effetti non riguardano soltanto gli esercizi danneggiati. Le immagini circolate dopo gli scontri avrebbero infatti alimentato preoccupazione tra i turisti attesi in città e prodotto ricadute sull’intero comparto del centro.
«C’è il danno d’immagine, tanto è vero che molti alberghi del centro stanno ricevendo telefonate abbastanza preoccupate da turisti che dovrebbero arrivare a Milano nei prossimi giorni», ha spiegato Barbieri. Il dirigente ha aggiunto che alcune persone hanno scelto di interrompere prima del previsto il soggiorno, mentre altre hanno cancellato cene e prenotazioni.
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Oltre metà delle prenotazioni a rischio
La stima indicata da Confcommercio Milano riguarda una quota superiore al 50% tra disdette e partenze anticipate nell’area centrale interessata dagli episodi. Un dato che, oltre alle perdite materiali, segnala la dimensione della ricaduta sulla reputazione della città come destinazione per lo shopping e il turismo.
Nel frattempo, la chiusura preventiva dei punti vendita di via Montenapoleone rappresenta la risposta immediata dei negozianti al clima di allarme. Le saracinesche abbassate proteggono le attività, ma rendono visibile il timore che gli scontri possano tradursi in ulteriori danni economici per il commercio milanese.
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