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Cronaca 3 min di lettura11 min fa

Milano, negozi blindati e paura: il sabato di protesta preoccupa il lusso

Nel quadrilatero della moda alcune boutique abbassano le serrande dopo le devastazioni, mentre il Movimento 17 ottobre annuncia nuove mobilitazioni ogni sabato.

Nel cuore dello shopping milanese la tensione resta alta dopo le devastazioni e i saccheggi degli ultimi giorni. In via Montenapoleone diverse boutique hanno scelto di non aprire, mentre la presenza di una camionetta della polizia in via Manzoni segnala il timore di nuove criticità. Tra i marchi rimasti chiusi figurano Chanel, Hermès e Pomellato; a sua volta Goyard ha avvisato i clienti della sospensione dell’attività a causa delle manifestazioni.

Nei negozi ancora operativi prevalgono prudenza e incertezza. I commercianti osservano la situazione, si scambiano informazioni e valutano se proseguire il lavoro o abbassare le serrande in anticipo.

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Il conto dei danni continua a salire

Secondo Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, le perdite materiali sono passate da circa 500mila euro a 1 milione. Il dato, ha sottolineato, non comprende le conseguenze sulle attività costrette a fermarsi né le cancellazioni già arrivate da parte di clienti, soprattutto stranieri.

Ristoranti e alberghi avrebbero ricevuto diverse disdette per il timore legato alla situazione in città. Barbieri ha inoltre richiamato l’attenzione sul danno d’immagine per Milano e ha spiegato che la sicurezza non può essere affidata soltanto alle forze dell’ordine: a suo giudizio servono anche interventi educativi, sociali e di rigenerazione urbana.

Confcommercio porta avanti il progetto Cities per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la presenza di attività nei quartieri. L’associazione ritiene che negozi di vicinato, spazi di socialità e presidi stabili possano contribuire a rendere più vivibili le zone considerate aree dormitorio.


Sala visita le attività colpite

Il sindaco Giuseppe Sala ha effettuato un sopralluogo con Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, incontrando negozianti e lavoratori danneggiati dagli episodi di guerriglia urbana. In una nota ha definito “inaccettabili e ingiustificabili” gli attacchi contro forze dell’ordine, esercizi e spazi pubblici, avvertendo che la fase di tensione potrebbe non essere conclusa.

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Sala ha riferito di avere trovato persone ancora scosse, ma anche determinate a riprendere l’attività. Tra queste c’è una lavoratrice di un piccolo esercizio nella Galleria Passerella, aggredita il giorno precedente e tornata comunque al lavoro. Il sindaco ha espresso solidarietà agli operatori e ha invitato a non trasformare il momento in una ricerca di consenso politico.


Il nuovo appello del Movimento 17 ottobre

Intanto il Movimento 17 ottobre ha annunciato sui social una “mobilitazione permanente ogni sabato”, con appuntamenti alle 15 in diverse piazze italiane a partire da Milano. Il gruppo, nato da poco su Instagram e collegato a un canale Telegram, contesta le accuse di violenza e attribuisce la responsabilità delle tensioni alle istituzioni e al sistema sociale.

Tra i contenuti pubblicati compare anche un video nel quale alcuni giovani, indicati come protagonisti dei saccheggi nel centro cittadino, consegnano parte della merce a una persona senza dimora. Il filmato è accompagnato dal riferimento all’“esproprio proletario”.

Nelle chat legate al movimento circola inoltre un vademecum destinato a chi partecipa alle manifestazioni. Il materiale raccoglie indicazioni sui rapporti con la polizia, sulle procedure giudiziarie per maggiorenni e minorenni e sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo i cortei. Il testo insiste sulla necessità di conoscere diritti e rischi, ma contiene anche suggerimenti per evitare controlli e identificazioni nelle aree vicine alle manifestazioni.

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