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Cronaca 2 min di lettura48 min fa

Milano sotto pressione: negozi chiusi e paura tra i commercianti

Dopo gli scontri nel centro del fine settimana, tra vetrine distrutte e saracinesche abbassate cresce la richiesta di interventi severi.

La paura resta visibile nel centro di Milano, dove molti commercianti temono nuove incursioni e preferiscono non esporsi. Alcuni hanno rinunciato ad aprire, mentre altri lavorano con la saracinesca pronta a essere abbassata al primo segnale di pericolo.

Un ambulante di via Torino racconta di avere timore che i responsabili degli scontri possano riconoscerlo e tornare a cercarlo. Anche in corso Vittorio Emanuele diversi esercenti spiegano di essere costantemente presenti sul posto e di aver sentito parlare di nuove tensioni per tutta la settimana.

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I commercianti chiedono una risposta dura

Tra chi ha scelto di parlare c’è Arkady, titolare di una panineria nelle vie centrali, secondo cui le persone fermate il giorno precedente e rilasciate dopo alcune ore avrebbero dovuto essere obbligate a rimediare ai danni provocati. Il commerciante chiede una reazione inflessibile e contesta l’uso della parola “maranza”: a suo giudizio, si è trattato di atti compiuti da “sciacalli”.

Arkady riferisce di aver fatto entrare nel proprio locale i clienti mentre famiglie e turisti cercavano di allontanarsi. Difende inoltre gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico: «I celerini sono degli eroi, chi ci difende sono degli eroi», afferma, sostenendo che le proteste possano essere legittime soltanto se svolte senza danneggiare altre persone.


Vetrine rotte e negozi in allerta

Le conseguenze degli scontri sono ancora evidenti: vetri infranti, ingressi protetti con pannelli di legno e serrande chiuse segnano numerose attività del centro. Nel fine settimana alcuni lavoratori hanno accolto all’interno dei negozi le persone in fuga, trasformando per alcuni minuti i locali in ripari improvvisati.

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Gli addetti di Just in Case, a breve distanza dal Duomo, raccontano di aver visto decine di giovani con il volto coperto correre lungo via Torino. Nel loro punto vendita sarebbero entrate circa quaranta persone, mentre il personale abbassava la saracinesca per proteggere chi cercava rifugio.


La paura resta anche dietro il bancone

Il responsabile di Mr Vape, sempre in via Torino, ricostruisce un episodio nel quale un gruppo di ragazzi molto giovani è entrato nel negozio, portando via alcuni articoli e provocando danni. L’attività è rimasta aperta, ma i dipendenti lavorano con maggiore cautela e sono pronti a chiudere se notano movimenti sospetti.

La situazione si presenta in un centro ancora affollato da residenti e visitatori, nonostante le ferite lasciate dalle due giornate di disordini. Dietro ogni saracinesca, osservano i commercianti, ci sono persone che affrontano già l’aumento del costo della vita e che non hanno alcun legame con quanto accaduto.

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