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Cronaca 2 min di lettura16 min fa

Scuola, Valditara replica alle proteste: «Servono dati veri»

Il ministro difende gli stanziamenti per l’istruzione, nega lo spostamento di fondi verso la difesa e indica oltre 5 miliardi destinati agli edifici scolastici.

Oltre 5 miliardi di euro sono stati destinati all’edilizia scolastica dal 2022 a oggi, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. In un video diffuso sulle reti sociali, il ministro ha difeso l’operato del governo e ha contestato le accuse sulla riduzione dei fondi per la scuola.

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Edilizia, investimenti oltre i 5 miliardi

Valditara ha ricordato che tra il 2011 e il 2022 gli interventi per le strutture scolastiche avevano raggiunto quota 6 miliardi. Nei quattro anni successivi, invece, il governo avrebbe stanziato 5 miliardi e 161 milioni, ai quali dovrebbero aggiungersi nuove risorse nei prossimi mesi.

Il ministro ha inoltre spiegato di aver chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di prevedere ulteriori finanziamenti nella prossima legge di Bilancio. Attraverso fondi nazionali e risorse del Pnrr, pari complessivamente a 10 miliardi, sarebbero stati riqualificati edifici corrispondenti al 25% delle scuole italiane; gli interventi di edilizia scolastica avrebbero riguardato oltre il 30% degli istituti.


Il nodo delle risorse per la difesa

Nel suo intervento Valditara ha respinto anche la ricostruzione secondo cui denaro inizialmente destinato all’istruzione sarebbe stato trasferito agli armamenti. Ha chiarito che l’aumento delle spese per la difesa è stato reso possibile da una decisione della Commissione europea, che consente una deroga ai vincoli del Patto di stabilità per le esigenze militari.

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Secondo il ministro, quei fondi non potevano essere utilizzati per la scuola e non sono stati sottratti al suo bilancio. Ha quindi definito prive di una base razionale molte delle proteste in corso: «Confrontiamoci, discutiamo ma partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti».


Più spazio al confronto studentesco

Valditara ha rivendicato anche il ruolo assegnato alle consulte studentesche, considerate rappresentative degli studenti italiani. Il ministro ha spiegato di aver scelto di valorizzarle proprio per favorire il dialogo democratico.

Sul livello dei finanziamenti, ha citato gli incrementi registrati nelle ultime leggi di Bilancio: il 9% due anni fa e l’1,7% nell’ultima manovra. Da questi numeri, ha sostenuto, emerge che non vi sarebbe stata una diminuzione delle risorse destinate alla scuola.

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