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Cronaca 1 min di lettura26 min fa

Terremoto nelle Marche: 8 arresti e sequestri da oltre 57 milioni

La Guardia di Finanza di Ancona ha eseguito misure cautelari e perquisizioni in più regioni nell’inchiesta sugli appalti della ricostruzione del 2016.

Un’inchiesta della Guardia di Finanza di Ancona riaccende i riflettori sulla ricostruzione avviata nelle Marche dopo il terremoto del 2016. L’operazione ha portato a otto arresti in carcere, mentre le persone coinvolte nell’indagine sono complessivamente 51.

Nel corso dell’intervento sono stati inoltre sequestrati beni per un valore superiore a 57 milioni di euro. Gli accertamenti riguardano presunti episodi di truffa e corruzione legati all’assegnazione e alla gestione degli appalti.

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Otto persone in carcere

Le otto misure di custodia cautelare sono state eseguite nell’ambito dell’operazione denominata “Ricostruzione”. Il provvedimento si inserisce in un’indagine più ampia, che coinvolge 51 persone e punta a fare luce su un presunto sistema illecito nel settore delle commesse pubbliche.

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sui lavori collegati alla ricostruzione post sisma nelle Marche. Le contestazioni ipotizzate comprendono truffa e corruzione negli appalti, ma la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso del procedimento.

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Sequestri e perquisizioni in più regioni

L’operazione non si è limitata alle misure cautelari. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni in diverse regioni e ha disposto sequestri patrimoniali per oltre 57 milioni di euro, cifra che rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta.

Gli investigatori stanno ricostruendo i passaggi delle commesse e i rapporti tra i soggetti coinvolti. L’indagine, ancora nella fase degli accertamenti, mira a chiarire il funzionamento del presunto meccanismo illecito e l’eventuale ruolo della criminalità organizzata nella gestione degli appalti.

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