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Cronaca 2 min di lettura28 min fa

Oltre 2 milioni sottratti all’anziana: la sentenza di Ancona

La badante è stata condannata a sei anni e il compagno a cinque per il raggiro ai danni di una vedova di 94 anni.

Una condanna e un patrimonio superiore ai 2 milioni di euro al centro del processo di Ancona. La badante che assisteva una vedova di 94 anni dovrà scontare 6 anni di reclusione; per il compagno è arrivata una pena di 5 anni. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe approfittato della vulnerabilità dell’anziana per ottenere denaro, polizze e beni immobili.

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La fragilità al centro della sentenza

Il procedimento era nato dopo una segnalazione della guardia di finanza, che nel settembre 2020 aveva portato la procura di Ancona ad avviare gli accertamenti. L’anziana, vedova di un noto avvocato anconetano, era stata assistita dalla donna poi finita sotto processo.

Durante l’incidente probatorio la 94enne era stata ritenuta capace di intendere e di volere. Il giudice, però, ha evidenziato una condizione di particolare debolezza e dipendenza nei confronti della badante, tale da compromettere la libertà delle decisioni che le vengono attribuite.

La vedova è morta nel maggio 2025, prima che il procedimento arrivasse alla conclusione. Sul piano civile, intanto, gli eredi avevano già ottenuto l’annullamento del testamento con cui la badante risultava indicata come beneficiaria universale.


Conti prosciugati e immobili ottenuti

Il piano contestato alla coppia sarebbe cominciato nel febbraio 2020 e si sarebbe sviluppato fino a novembre dello stesso anno. In quel periodo, la badante avrebbe prelevato dai conti della donna oltre 600mila euro, riducendo progressivamente le disponibilità dell’anziana.

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Le contestazioni non riguardano soltanto il denaro liquido. Attraverso pressioni e insistenti persuasioni, la donna avrebbe ottenuto anche l’intestazione di polizze vita dal valore complessivo superiore a un milione di euro.

A ciò si sarebbe aggiunta la designazione come erede universale. In questo modo, tra i beni destinati alla badante sarebbero finite anche due abitazioni situate sulla Riviera del Conero. Il valore complessivo delle somme e degli immobili superava i 2 milioni di euro.


Le pene stabilite dal tribunale

Il tribunale di Ancona ha riconosciuto la responsabilità della badante, infliggendole 6 anni di carcere. Il compagno, ritenuto coinvolto nella vicenda, è stato invece condannato a 5 anni.

La decisione penale si inserisce in una vicenda già approdata davanti al giudice civile. In quella sede, gli eredi della 94enne erano riusciti a far revocare le disposizioni testamentarie che avrebbero trasferito alla badante l’intero patrimonio residuo dell’anziana.

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