Caro gasolio, l’Italia dei Tir si blocca: cosa decide oggi il governo
Presidi ancora attivi e timori per rifornimenti e mercati, mentre l’esecutivo prepara un decreto e annuncia controlli sui responsabili dei blocchi.
Il rischio di una paralisi delle città cresce insieme alla protesta degli autotrasportatori contro il prezzo del gasolio. A Napoli e Bari i sindaci hanno segnalato le possibili conseguenze sui rifornimenti, mentre a Gela il presidio dei camionisti resta attivo e la mobilitazione non accenna a fermarsi.
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Gela non arretra sul carburante
Sulla strada statale 117 bis, all’ingresso di Gela, decine di mezzi pesanti continuano a sostare nei pressi della rotatoria che collega la città a Catania. Altri conducenti hanno aderito al punto di protesta organizzato dagli agricoltori vicino al centro del Nisseno, a breve distanza dal tribunale.
I trasportatori siciliani respingono l’idea che siano già stati raggiunti accordi risolutivi. Sostengono che le risorse annunciate coincidano con impegni già promessi e che, nonostante l’aumento dei costi, non abbiano ancora ricevuto alcun sostegno economico. «Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla», hanno affermato i manifestanti, spiegando che il fermo riguarda il loro lavoro e la loro principale fonte di reddito.
Il governo prepara il decreto
La risposta dell’esecutivo punta sia sul sostegno economico sia sul ripristino della viabilità. Il Consiglio dei ministri è stato convocato oggi alle 12 per esaminare un provvedimento destinato a riunire gli interventi per l’autotrasporto e gli stanziamenti rivolti al settore agricolo.
Nel frattempo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiesto a prefetti e questori di prestare attenzione a eventuali «infiltrazioni criminali» nelle proteste. Sono previste verifiche sull’identità dei partecipanti e denunce per chi mantiene i blocchi; le forze dell’ordine potranno inoltre accompagnare con scorte i camionisti che ne facciano richiesta.
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Presidi ridotti, allarme ancora alto
In Sicilia l’associazione degli autotrasportatori ha scelto di interrompere i blocchi che interessavano alcuni tratti dell’autostrada Messina-Catania, l’area del porto di Palermo e altre arterie dell’isola. Una decisione analoga è arrivata dalla Calabria, ma la sospensione non ha cancellato i timori sulle ripercussioni per la circolazione delle merci.
La situazione è stata discussa in serata a Palazzo Chigi durante una riunione con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il Viminale ha assicurato che saranno tutelati i rifornimenti dei beni essenziali; nell’area di Napoli, intanto, circa 500 camion risultano già in movimento.
Le opposizioni chiedono alla premier di riferire in Parlamento sulla gestione dell’emergenza. I sindaci di Napoli e Bari, invece, hanno avvertito che il protrarsi dei fermi potrebbe ripercuotersi sui mercati e sulle attività cittadine, fino a mettere a rischio la normale operatività dei due centri urbani.
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