Tir fermi, Gela non cede: il governo prepara la stretta
La protesta contro il caro gasolio continua in Sicilia e preoccupa Napoli e Bari, mentre Palazzo Chigi prepara un decreto e annuncia controlli e scorte.
A Gela il presidio degli autotrasportatori resta attivo, nonostante in altre zone del Sud la mobilitazione sia stata sospesa. La protesta contro il caro carburante non accenna dunque a rientrare del tutto e il timore è che il rallentamento dei trasporti possa ripercuotersi sui rifornimenti e sulla circolazione delle merci.
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Gela mantiene il presidio
Decine di mezzi pesanti sono ancora fermi alla rotatoria della strada statale 117 bis Gela-Catania, all’ingresso della città. Altri camion si sono concentrati vicino al punto di raccolta degli agricoltori, poco distante dal tribunale e dall’accesso al centro del Nisseno.
I manifestanti respingono l’ipotesi che siano già stati raggiunti intese risolutive. «Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti», hanno fatto sapere, spiegando che gli stanziamenti annunciati dal governo coinciderebbero con risorse già promesse e non avrebbero ancora prodotto alcun beneficio per chi lavora su strada.
Governo pronto a intervenire
Mentre la protesta prosegue in alcuni snodi, l’esecutivo prepara un decreto con gli interventi destinati agli autotrasportatori e i fondi per il settore agricolo. Il provvedimento è atteso oggi alle 12 sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Palazzo Chigi ha affrontato la situazione in una riunione serale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiesto a prefetti e questori di prestare attenzione a possibili «infiltrazioni criminali», mentre sono previste identificazioni e denunce per chi organizza o mantiene blocchi illegittimi.
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Rifornimenti e città in allarme
Il Viminale ha assicurato che saranno tutelate le consegne dei beni essenziali. Le forze dell’ordine potranno inoltre accompagnare, su richiesta, i camion impegnati nella distribuzione; nell’area di Napoli e provincia circa 500 mezzi risultano già in movimento.
La preoccupazione resta alta soprattutto nei grandi centri urbani. I sindaci di Napoli e Bari hanno avvertito del rischio di una paralisi, mentre le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di riferire in Parlamento sulla gestione dell’emergenza.
In Sicilia e Calabria segnali diversi
Gli autotrasportatori dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani hanno scelto di interrompere i blocchi in vari punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre arterie dell’isola. Anche in Calabria la mobilitazione è stata sospesa.
La tregua, tuttavia, non coincide con la fine delle tensioni. Il presidio di Gela dimostra che una parte della categoria considera ancora insufficienti le misure annunciate, mentre l’impatto sui trasporti e sulle forniture resta al centro dell’attenzione.
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