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Cronaca 4 min di lettura16 min fa

Tir fermi, Sud in affanno: il governo prepara la svolta

La protesta rallenta i rifornimenti e mette in difficoltà imprese e cittadini, mentre il Viminale intensifica i controlli e Palazzo Chigi accelera sugli aiuti.

Il blocco dei camion continua a mettere sotto pressione il Mezzogiorno, con conseguenze ormai visibili nei supermercati, negli aeroporti e nelle attività produttive. In Campania, Puglia e Calabria iniziano a mancare diversi alimenti freschi, mentre il governo annuncia nuove misure e rafforza l'intervento delle forze dell'ordine per assicurare il passaggio dei mezzi autorizzati.

La protesta degli autotrasportatori calabresi è stata intanto sospesa da Fedralog, la Federazione regionale della logistica. L'organizzazione ha spiegato di aver scelto una pausa per consentire un confronto con l'esecutivo, ma ha avvertito che, in assenza di risposte giudicate adeguate, potrebbe essere organizzata una manifestazione diretta a Roma con tutti i veicoli.

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Rifornimenti garantiti con le scorte

A Palazzo Chigi Giorgia Meloni ha riunito esponenti del governo per fare il punto sulla mobilitazione e sugli ostacoli alla circolazione. Matteo Piantedosi ha riferito dei contatti con i prefetti delle aree coinvolte, mentre il ministero dell'Interno ha assicurato di essere impegnato a ridurre la congestione e a mantenere attive le consegne essenziali.

La priorità riguarda soprattutto cibo e medicinali. Il Viminale ha predisposto accompagnamenti per numerosi mezzi pesanti: circa 500 autotrasportatori sono già stati scortati e il servizio, secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, potrà essere richiesto da chi deve continuare a lavorare in condizioni di sicurezza. Il governo ha inoltre ribadito che la libertà di movimento e la protezione delle attività economiche non possono essere sacrificate, annunciando il contrasto alle condotte illegali.

Nel frattempo, i controlli sui presidi ritenuti irregolari si sono intensificati, soprattutto in Campania. Le persone identificate sono state 1.339, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative. Il viceministro al Mit Edoardo Rixi ha confermato l'avvio dei fondi destinati alla categoria e ha anticipato l'arrivo di un decreto-legge, chiedendo però la rimozione dei blocchi.


Il Sud rischia il collasso

Le ripercussioni si fanno sentire in più comparti. Negli scali di Crotone e Reggio Calabria il carburante è terminato, mentre nei punti vendita di Campania, Puglia e Calabria risultano sempre più difficili da trovare carne, latte fresco, frutta, acqua e altri prodotti deperibili. In Sicilia il blocco formalmente revocato dal Comitato trasportatori siciliani non ha cancellato gli effetti di cinque giorni senza consegne; nell'isola, inoltre, continua l'agitazione dei mezzi legati ad Aias.

Secondo Confesercenti, nel Mezzogiorno quattro imprese su dieci incontrano problemi nel reperire generi alimentari. Aigrim-Fipe segnala invece la chiusura di alcuni ristoranti per mancanza di materie prime. Anche l'edilizia è coinvolta: Ance Calabria riferisce che le scorte di acciaio e bitume stanno diminuendo.

I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, descrivono le rispettive città come paralizzate e sommerse dai rifiuti. Gli industriali denunciano una situazione prossima al collasso in Campania e Puglia, mentre il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop teme un danno pesante per la produzione. Legacoop Agroalimentari stima in circa 30 milioni di euro le perdite accumulate in cinque giorni soltanto per il kiwi giallo.

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La trattativa resta appesa al 27

Il governo ha convocato per domani un Consiglio dei Ministri dedicato agli interventi per il trasporto su gomma e alle risorse per l'agricoltura. Il confronto specifico con gli autotrasportatori, previsto per il 27 ottobre con Matteo Salvini, resta il passaggio indicato da Fedralog per verificare se le promesse si tradurranno in provvedimenti concreti.

Le associazioni di categoria chiedono tuttavia tempi più rapidi. Conftrasporto sollecita il ripristino immediato della circolazione delle merci, mentre Confcommercio richiama tutti alla responsabilità e auspica un accordo in tempi brevi. Coldiretti avverte che, se l'emergenza non verrà risolta rapidamente, il conto ricadrà sia sui produttori agricoli sia sui consumatori.

In alcuni territori il clima è diventato teso. Nel Casertano sono stati danneggiati i pneumatici di camionisti intenzionati a ripartire. Le autorità devono ora tenere insieme due esigenze: garantire il diritto alla protesta e impedire che i blocchi impediscano il rifornimento di ospedali, negozi e imprese.


A Termoli il pesce costa meno

A Termoli gli effetti della paralisi hanno prodotto una situazione insolita: il pescato viene venduto a prezzi inferiori rispetto ad alcuni ortaggi. Il blocco dei camion diretti verso il Sud ha ostacolato la distribuzione del pesce fresco, lasciando i banchi del mercato centrale riforniti ma con pochi clienti.

Gaetano, uno degli operatori, racconta che con 5 euro si possono acquistare scampi, gamberi e cicale, mentre la stessa somma non permette di comprare una quantità equivalente di bietole e altri ortaggi. La merce c'è, ma il caro-vita riduce la capacità di spesa delle famiglie e rende difficile anche per i venditori arrivare alla fine del mese.

Una dinamica simile riguarda i coltivatori diretti. Pasquale, agricoltore originario di Frattamaggiore e da oltre 40 anni residente nel Basso Molise, continua a vendere gli ortaggi coltivati nei terreni di Campomarino grazie alla filiera corta e alla qualità dei prodotti. Tuttavia, riferisce che la crisi locale è diventata molto più dura e che i consumatori acquistano sempre meno.

La sospensione decisa in Calabria offre al governo uno spazio per negoziare, ma non interrompe l'emergenza. Finché i mezzi resteranno fermi in altre aree, le difficoltà per la distribuzione e per le attività economiche continueranno a propagarsi lungo tutta la catena.

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