Tir fermi, il Sud resta senza scorte: domani la stretta del governo
Tra denunce, carburante esaurito e scaffali vuoti, Palazzo Chigi prepara nuove misure mentre crescono i danni per imprese, cittadini e agricoltura
A Termoli il paradosso della crisi è diventato evidente: il pesce invenduto costa meno della verdura, mentre nei supermercati del Mezzogiorno cominciano a mancare latte, carne, frutta e acqua. Il blocco dei camion, nato dalla protesta contro il caro carburante, sta producendo effetti sempre più pesanti su rifornimenti, imprese e servizi essenziali.
La risposta delle istituzioni si muove su due binari. Da una parte il Viminale ha intensificato controlli, identificazioni e denunce contro i presidi considerati irregolari; dall’altra il governo prepara un decreto con interventi per l’autotrasporto e nuove risorse destinate al settore agricolo. Il Consiglio dei ministri convocato da Giorgia Meloni affronterà il tema già domani.
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Scaffali vuoti e attività in affanno
Le conseguenze più immediate si registrano in Campania, Puglia e Calabria, dove la distribuzione dei prodotti alimentari è fortemente rallentata. In Sicilia il Comitato trasportatori siciliani ha ritirato il blocco, ma cinque giorni di consegne saltate hanno comunque lasciato vuoti diversi punti vendita; nell’isola resta attiva la protesta dei camionisti aderenti ad Aias.
Secondo Confesercenti, nel Sud quattro aziende su dieci incontrano problemi nel reperire generi alimentari. Aigrim-Fipe segnala inoltre la chiusura di alcuni ristoranti meridionali per l'assenza di rifornimenti. Negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria le scorte di carburante sono terminate, mentre Ance Calabria avverte che nei cantieri iniziano a diminuire acciaio e bitume.
Anche la filiera agroalimentare teme danni rilevanti. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop denuncia il rischio di un arresto della produzione, mentre Legacoop Agroalimentari calcola in circa 30 milioni di euro le perdite accumulate in cinque giorni soltanto per il kiwi giallo. Gli industriali descrivono come vicine al collasso diverse imprese di Campania e Puglia.
A Termoli il pesce costa meno
Nel mercato centrale di Termoli il pescato rimasto fermo al porto è arrivato sui banchi, ma la domanda è debole. Gaetano, uno degli operatori, racconta che con 5 euro si possono acquistare scampi, gamberi e cicale, mentre la stessa somma non basta per comprare un quantitativo analogo di bietole e altri ortaggi.
La disponibilità dei prodotti non si traduce però in vendite. I commercianti spiegano che il caro-vita ha ridotto drasticamente la spesa delle famiglie: rispetto a due anni fa, quando già la situazione era difficile, i clienti acquistano quantità ancora più ridotte. Nei banchi dei coltivatori diretti si vedono mezzi chili d'uva, un melone, poche carote, due cipolle o qualche patata.
Pasquale, agricoltore originario di Frattamaggiore e residente da oltre 40 anni nel Basso Molise, coltiva ortaggi nei terreni di Campomarino. La filiera corta gli consente di conservare una parte della clientela, ma anche lui descrive una fase estremamente critica per il territorio e per i bilanci familiari.
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Controlli, scorte e nuove misure
Il ministero dell'Interno ha comunicato 1.339 persone identificate, 71 denunce e 242 sanzioni amministrative. Le verifiche riguardano soprattutto i presidi stradali ritenuti illegali, con un'attenzione particolare alla Campania.
Per consentire la circolazione delle merci, sono stati accompagnati numerosi camion: soltanto in Campania i mezzi scortati sono stati 500. Palazzo Chigi ribadisce che il rispetto delle norme, la libertà di movimento e la continuità delle attività economiche devono restare obiettivi prioritari.
Il viceministro al Mit Edoardo Rixi ha confermato l'avvio dei fondi destinati agli autotrasportatori e ha annunciato il successivo decreto-legge, chiedendo nel frattempo la rimozione dei blocchi: «I fondi per gli autotrasportatori vengono erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge».
Sindaci e imprese chiedono una svolta
I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, descrivono città paralizzate e sommerse dai rifiuti. Per questo hanno sollecitato Matteo Salvini ad anticipare l'incontro con la categoria, oggi fissato al 27 ottobre presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le organizzazioni economiche chiedono il ripristino rapido della circolazione. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, sollecita un intervento immediato, mentre Carlo Sangalli, alla guida di Confcommercio, invita tutti alla responsabilità e auspica soluzioni rapide. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, avverte che un prolungamento della crisi finirebbe per penalizzare sia gli agricoltori sia i consumatori.
Nel Casertano, intanto, si sono verificati anche episodi di intimidazione: ad alcuni camionisti intenzionati a ripartire sono state tagliate le gomme. Un ulteriore segnale della tensione che accompagna una protesta ormai capace di condizionare approvvigionamenti, trasporti e vita quotidiana in vaste aree del Paese.
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