Milano, 500 parà e allerta per sabato: la stretta dopo i disordini
Il governo rafforza la sicurezza nel capoluogo lombardo, mentre Piantedosi esclude per ora una regia esterna e la magistratura valuta le misure per gli arrestati.
Il prossimo sabato sarà il primo banco di prova per il nuovo dispositivo di sicurezza deciso a Milano dopo gli scontri del fine settimana. In città arriveranno 500 paracadutisti della Folgore, mentre il sindaco Giuseppe Sala avverte: «In questa fase critica vengono prima di tutto il controllo e la repressione di questi fenomeni».
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Le indagini non vedono una regia esterna
Al termine del comitato per l’ordine pubblico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che finora non sono emersi elementi per sostenere l’ipotesi di giovani manovrati dall’esterno. Secondo il titolare del Viminale, si tratta di una realtà nuova e complessa, caratterizzata da azioni spesso improvvisate e dalla partecipazione soprattutto di ragazzi di seconda generazione, ma non soltanto.
Piantedosi ha comunque riconosciuto che le violenze possono essere organizzate attraverso i social network, pur senza che questo dimostri l’esistenza di una manipolazione esterna. Anche Matteo Salvini ha escluso una regia politica o occulta, sostenendo che i responsabili dei disordini fossero arrivati a Milano con l’obiettivo di rubare e devastare. Il vicepremier ha ricordato che la polizia postale sta esaminando le chat che diffondono notizie false e ha ribadito che, per i 343 fermati e i 50 arrestati citati, «nulla resterà impunito».
Cinquecento militari per presidiare la città
I paracadutisti saranno impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure e resteranno nel capoluogo lombardo fino alla fine dell’anno. Sala, dopo le tensioni dei giorni scorsi sulla presenza delle forze dell’ordine, ha chiarito di non essere contrario all’arrivo dei militari, precisando che potranno svolgere anche compiti dinamici.
Il rafforzamento riguarderà soprattutto il centro, dove si sono concentrati i disordini più gravi. Saranno però disponibili anche unità mobili di pronto intervento, da spostare rapidamente qualora gli episodi si verificassero lontano dalle aree già individuate. Per sabato la polizia locale metterà in campo circa 300 agenti e potrà ricorrere anche ai droni.
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Sabato resta il passaggio più delicato
La preoccupazione principale riguarda le diverse manifestazioni previste nel fine settimana. Sala ha segnalato in particolare il possibile coinvolgimento di gruppi anarchici, mentre le autorità temono nuove azioni violente con modalità difficili da prevedere.
L’attenzione non sarà concentrata soltanto su Milano. Al vertice svolto in Prefettura hanno partecipato anche i questori delle altre città lombarde, così da coordinare i controlli sull’intero territorio regionale. L’allerta, dunque, rimane elevata.
Le prime decisioni sui sei arrestati
Sul fronte giudiziario, uno dei sei maggiorenni fermati per i fatti di domenica è stato rimesso in libertà dopo l’interrogatorio. Il ventunenne dovrà però presentarsi tre volte alla settimana per l’obbligo di firma.
Per un altro arrestato, diciottenne incensurato, il carcere è stato sostituito dai domiciliari con braccialetto elettronico. La gip di Milano Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha motivato la decisione richiamando la giovane età e l’assenza di precedenti ingressi nel sistema penitenziario. Per gli altri quattro indagati, la giudice renderà note domani le decisioni sulla convalida e sulle eventuali misure cautelari.
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