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Cronaca 1 min di lettura22 min fa

Sisma 2016, scatta l’inchiesta: 8 in carcere e sequestri da 57 milioni

La Guardia di finanza di Ancona indaga su presunte irregolarità nella ricostruzione privata e in alcuni appalti pubblici nelle Marche

Otto persone sono finite in carcere, mentre altre 51 risultano indagate nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema illecito legato ai lavori dopo il terremoto del 2016. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha portato anche al sequestro di beni per un valore superiore a 57 milioni di euro.

Le accuse ipotizzate comprendono truffa aggravata, corruzione e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di finanza di Ancona e ha interessato sia interventi di ricostruzione privata sia procedure di affidamento promosse da enti pubblici.

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Il sequestro supera i 57 milioni

Il provvedimento patrimoniale rappresenta uno degli esiti principali dell’operazione denominata “Ricostruzione”. Secondo quanto emerso, i beni sottoposti a sequestro avrebbero un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro, mentre il procedimento coinvolge complessivamente 59 persone tra arrestati e iscritti nel registro degli indagati.

L’attività investigativa riguarda commesse collegate alla ricostruzione privata post-sisma e appalti banditi dalla Regione Marche, da Erdis Marche e dall’Università di Camerino. Per gli indagati, le contestazioni dovranno essere valutate nel corso del procedimento e non equivalgono a una condanna.

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Perquisizioni in tredici province

Oltre 50 perquisizioni sono state eseguite in diverse aree del Paese. Gli interventi hanno coinvolto le province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.

La distribuzione territoriale delle attività mostra l’ampiezza dell’inchiesta, partita dal territorio marchigiano e sviluppata anche fuori regione. Il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia si inserisce nel quadro delle ipotesi investigative relative alla possibile presenza di interessi mafiosi e a presunti episodi corruttivi nelle procedure esaminate.

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