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Cronaca 2 min di lettura18 min fa

Milano, sei vigili indagati: un nuovo arresto scuote l’inchiesta

Il gip ha disposto i domiciliari per un agente di 55 anni: perquisiti anche telefoni e dispositivi nell’indagine su otto presunti arresti irregolari.

Sale a sei il numero degli agenti della Polizia locale raggiunti da misure cautelari nell’indagine milanese su presunti arresti illegali, falsi, peculato e calunnia. L’ultimo provvedimento riguarda un vigile di 55 anni, accompagnato agli arresti domiciliari dopo gli interrogatori preventivi svolti nei giorni scorsi.

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Un nuovo provvedimento dopo gli interrogatori

La decisione è stata presa dal gip di Milano Elio Sparacino. L’ordinanza è stata eseguita questa mattina dalla stessa Polizia locale che conduce gli accertamenti, coordinati dal pm Giovanni Tarzia.

Contestualmente alla misura cautelare sono scattate una perquisizione e l’acquisizione di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici. Gli investigatori cercano elementi utili a chiarire il ruolo dell’agente nei fatti contestati e a ricostruire i rapporti all’interno del gruppo finito sotto esame.


Otto arresti sotto esame

Secondo quanto ricostruito durante l’inchiesta, i casi di arresti ritenuti illegali sarebbero almeno otto, soprattutto nell’ambito di interventi legati allo spaccio di droga. Nel complesso, ai sei vigili vengono attribuite 33 contestazioni, con responsabilità valutate a vario titolo dagli inquirenti.

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Gli altri cinque agenti erano stati arrestati in carcere ad agosto. In seguito, il Tribunale del Riesame aveva sostituito la detenzione con gli arresti domiciliari. Tra loro figurava anche Ilenja Sabato, ex commissaria della Polizia locale, indicata dagli investigatori come la responsabile del gruppo e dimessasi nei giorni scorsi.


La versione dell’agente indagato

Durante il suo interrogatorio, durato circa tre ore, il vigile avrebbe ammesso errori e comportamenti non corretti. Il suo avvocato Roberto Grittini ha riferito che l’assistito ha riconosciuto le proprie “sbavature e gli errori”.

La linea esposta dall’agente, secondo quanto riportato dal legale, è che gli interventi avessero comunque portato all’arresto di persone ritenute responsabili di spaccio, pur attraverso modalità definite dallo stesso vigile “bislacche”. Le dichiarazioni saranno ora valutate insieme agli altri elementi raccolti dalla Procura e dalla Polizia locale.

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