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Cronaca 1 min di lettura21 min fa

Sisma 2016, sequestri per 57 milioni: otto finiscono in carcere

L’indagine della Guardia di Finanza di Ancona ipotizza irregolarità nei lavori privati e negli appalti pubblici legati alla ricostruzione nelle Marche

Sono 51 le persone coinvolte nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, mentre per otto indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’operazione ha inoltre portato al sequestro di beni dal valore complessivo superiore a 57 milioni di euro.

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Il nodo delle commesse post-sisma

L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, riguarda presunte irregolarità nell’affidamento e nella gestione di lavori connessi alla ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016. Nel fascicolo rientrano anche appalti promossi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino.

Le ipotesi di reato comprendono la truffa aggravata, la corruzione e il possibile coinvolgimento di organizzazioni criminali di matrice mafiosa. Gli otto destinatari della misura cautelare sono stati trasferiti in carcere nell’ambito dell’operazione denominata “Ricostruzione”.

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Perquisizioni in tredici province

L’attività investigativa non si è limitata al territorio anconetano. I militari hanno eseguito più di 50 perquisizioni nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.

Il quadro dell’inchiesta comprende dunque interventi distribuiti tra diverse regioni italiane, con accertamenti rivolti ai rapporti e alle commesse oggetto delle contestazioni. Il valore dei beni sottoposti a sequestro supera complessivamente i 57 milioni di euro.

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