Nataly, applausi in aula: carcere a vita per il suo compagno
La Corte d’Assise di Milano ha riconosciuto la responsabilità di Pablo Gonzalez Rivas per la morte della donna e per il tentativo di occultarne il corpo.
La lettura della sentenza è stata accompagnata dalle lacrime e dall’applauso delle amiche di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle. Per Maria Fufaro, legale dell’associazione La scuola di Atene, il processo ha restituito dignità alla vittima dopo una lunga ricerca sostenuta anche dalle persone che le erano vicine.
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Le amiche: «Ora può riposare»
Le donne presenti al Palazzo di Giustizia hanno ricordato il ruolo decisivo della datrice di lavoro di Nataly, la cui iniziativa contribuì all’avvio degli accertamenti. L’avvocata ha sottolineato che le amiche non hanno mai smesso di cercarla e hanno seguito la vicenda fino al riconoscimento della responsabilità dell’imputato.
«È una grande emozione. Anche se questa sentenza non ce la riporta indietro, è stata fatta giustizia», ha detto Maira, una delle amiche, mostrando il dolore per una morte che Nataly, secondo lei, non meritava. Daniely ha invece commentato: «Siamo felicissime. Adesso può riposare in pace», chiedendo che l’uomo paghi per quanto accaduto.
Un delitto nato da una doppia vita
Gli accertamenti autoptici avevano indicato che la quarantenne sarebbe stata colpita e successivamente soffocata. Le conversazioni analizzate dagli investigatori avevano inoltre fatto emergere una relazione parallela dell’imputato e l’acquisto di un biglietto per permettere all’altra donna, proveniente da El Salvador, di raggiungerlo e trasferirsi nell’abitazione condivisa con Nataly.
Secondo l’accusa, Nataly aveva scoperto quella relazione. Gonzalez Rivas ha sempre respinto l’ipotesi di un omicidio volontario, sostenendo anche in dibattimento che la compagna fosse morta durante un gioco erotico. Una ricostruzione mai ritenuta credibile dalle pubbliche ministere Alessia Menegazzo e Letizia Mannella, responsabile del gruppo che segue i femminicidi.
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La condanna e il risarcimento
La Corte d’Assise di Milano, presieduta da Antonella Bertoja, ha inflitto a Pablo Gonzalez Rivas l’ergastolo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. I giudici hanno accolto la richiesta della procura e stabilito anche una provvisionale di 50 mila euro per ciascuna parte civile, tra cui figurano una zia e una cugina della vittima.
Le motivazioni della decisione saranno rese note entro 60 giorni. A margine della pronuncia, l’avvocata Fufaro ha accusato l’imputato di avere tentato ancora di danneggiare la memoria di Nataly con la sua versione dei fatti e ha ringraziato le amiche per non essersi arrese.
La notte della morte e la valigia
Jhoanna Nataly Quintanilla Valle morì nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025, all’interno del monolocale di piazza dei Daini, nella zona milanese della Bicocca. Il convivente segnalò la sua scomparsa soltanto sette giorni più tardi.
Nel frattempo, secondo la ricostruzione processuale, il corpo era stato sistemato in una valigia e gettato nell’Adda. Il bagaglio venne recuperato più di un mese dopo nei pressi di Zelo Buon Persico, in provincia di Lodi, chiudendo il cerchio delle ricerche e portando agli elementi alla base dell’accusa.
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