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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Milano, dopo gli scontri cambia tutto: 11 minori lasciano il carcere

Sei ragazzi andranno ai domiciliari e altri cinque in comunità, mentre per quattro maggiorenni resta la custodia cautelare dopo i disordini in centro.

La paura è arrivata dopo, quando i giovani fermati per i disordini nel centro di Milano si sono trovati davanti alle conseguenze delle loro azioni. Nel carcere minorile Beccaria sono stati ascoltati i 35 giovanissimi coinvolti, mentre per alcuni di loro sono già state stabilite misure meno severe della detenzione.

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Per i minori scattano misure diverse

Al termine degli interrogatori di garanzia, sei ragazzi sono stati affidati ai domiciliari nelle rispettive abitazioni. Per altri cinque è stato invece disposto il collocamento in una comunità.

L’avvocata Francesca Rena, dopo avere incontrato alcuni degli indagati, ha descritto una condizione di forte fragilità: «Ora hanno la paura che sabato non hanno avuto». Secondo la legale, i giovani apparsi al Beccaria sembravano molto più piccoli della loro età e vivevano una situazione di disagio e apprensione che, evidentemente, non avevano percepito durante gli episodi nel capoluogo lombardo.


Quattro adulti restano in carcere

Per quanto riguarda gli 11 maggiorenni fermati in relazione ai saccheggi del fine settimana, il giudice per le indagini preliminari di Milano ha confermato la custodia in carcere per quattro di loro.

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Nell’ordinanza, il giudice ha sottolineato l’elevata possibilità che fatti simili possano ripetersi. La valutazione è collegata anche alla rapidità con cui, secondo gli elementi raccolti, la partecipazione agli scontri si sarebbe allargata.


Il ruolo delle reti sociali

L’avvocato Edoardo Rossi ha richiamato l’effetto delle informazioni diffuse attraverso le piattaforme sociali. A suo giudizio, quei contenuti possono spingere rapidamente molti ragazzi a raggiungere un luogo di protesta o di disordine, senza una piena consapevolezza di ciò che potrebbe accadere.

Rossi ha spiegato che, in questo caso, sarebbe bastato poco perché alcuni giovani decidessero di andare a Milano e si ritrovassero poi coinvolti in una vicenda giudiziaria. Gli interrogatori al Beccaria hanno quindi mostrato anche il lato successivo agli scontri: quello di ragazzi ora alle prese con il timore per le conseguenze e con provvedimenti restrittivi differenti a seconda delle singole posizioni.

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