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Cronaca 1 min di lettura26 min fa

Sicurezza a colpi di decreti? L’avvertimento dei gesuiti italiani

Aggiornamenti Sociali condanna i vandalismi, ma invita a interrogarsi sulle radici del disagio e sui limiti dell’uso della forza

La condanna della violenza non dovrebbe chiudere il dibattito sulle ragioni che alimentano il malessere sociale. È questa la posizione espressa dalla rivista dei gesuiti italiani Aggiornamenti Sociali, secondo cui la ricerca della sicurezza non può tradursi soltanto in nuove misure repressive.

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La repressione non basta

Fermare gli episodi violenti viene indicato come un obiettivo necessario. Tuttavia, la rivista mette in guardia dal rischio di affrontare un disagio diffuso con ulteriore violenza, con il silenzio della politica o attraverso una successione di decreti presentati sul piano mediatico come soluzione al problema della sicurezza.

Aggiornamenti Sociali sostiene che il confronto pubblico non dovrebbe abbandonare l’analisi delle cause sociali della sofferenza. «Non si può rispondere al malessere diffuso con altra violenza», si legge nel ragionamento della rivista, che richiama la necessità di discutere anche quali interventi possano offrire risposte concrete.

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Il nodo della credibilità

I vandalismi, sottolinea ancora la pubblicazione, devono essere condannati. La questione sollevata riguarda però la coerenza di questa condanna in un contesto nel quale, secondo i gesuiti, tende a prevalere l’idea che il ricorso alla forza possa essere giustificato anche oltre le regole.

Da qui nasce la domanda sulla credibilità di chi denuncia le violenze mentre, allo stesso tempo, mostra di tollerare l’uso della forza senza considerare leggi e limiti del potere. Per la rivista, proprio questa contraddizione rende indispensabile riportare nel dibattito le responsabilità politiche e le origini del disagio, invece di affidarsi soltanto a provvedimenti repressivi.

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